AVVOCATI USA
E DEBITO ITALIANO

6 Settembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall
Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Una class action contro il Tesoro
italiano per i titoli di Stato del debito pubblico sottoscritti negli Stati
Uniti. A sollevarla davanti alla Corte distrettuale di Manhattan è stata una
risparmiatrice statunitense che per avere acquistato all’inizio di gennaio bond
in dollari emessi negli Usa dalla Repubblica italiana e rivenduti alla fine
dello stesso mese, aveva subìto una perdita di 150 dollari, un rosso sul conto
corrente mal digerito dalla signora Emelina Aguayo.

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Un affare, invece, per gli
avvocati della law firm Berger & Montague che vale ben oltre la perdita della
risparmiatrice. E così chiamando in causa le 11 banche internazionali
collocatrici Oltreoceano del debito del «Bel Paese» i legali hanno cercato di
sostenere che la risparmiatrice sia stata raggirata da dati poco accurati del
prospetto di collocamento: il rapporto tra il deficit e il Pil al 3? Smentito
prima dall’Istat lo scorso 24 maggio che ha rivisto al rialzo quel limite per
gli anni dal 2001 al 2004. Poi il Dpef che a luglio ha sancito come target per
quest’anno il 4,3%.

I legali ora sospettano che le banche sapessero mesi prima
della reale consistenza del debito pubblico italiano, ma abbiano preferito
tacere, mettendo sotto pressioni i prezzi dei titoli di Stato. Probabilmente la
signora Aguayo non ha mai investito in titoli Parmalat e Argentina, ma gli
avvocati, in cerca di business in Europa, hanno fiutato l’affare e come avvoltoi
non si sono fatti scappare la preda. (Ma.Mo.)

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