Autonomia differenziata: cos’è e cosa vogliono le regioni

7 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Tornato prepotentemente sulla scena politica il tema dell‘autonomia regionale dopo che Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno chiesto esplicitamente la secessione firmando lo scorso anno gli accordi preliminari con il governo sull’autonomia differenziata.

Autonomia differenziata: cos’é

E’ l’articolo 116, terzo comma, della Costituzione che prevede la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario (c.d. “regionalismo differenziato” o “regionalismo asimmetrico”, in quanto consente ad alcune Regioni di dotarsi di poteri diversi dalle altre), ferme restando le particolari forme di cui godono le Regioni a statuto speciale (art. 116, primo comma). L’attribuzione di tali forme rafforzate di autonomia deve essere stabilita con legge rinforzata, che, dal punto di vista sostanziale, è formulata sulla base di un’intesa fra lo Stato e la Regione interessata, acquisito il parere degli enti locali interessati, nel rispetto dei princìpi di cui all’art. 119 Cost. in tema di autonomia finanziaria, mentre, dal punto di vista procedurale, è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti. Le Regioni Veneto e Lombardia, passate per un referendum popolare, hanno chiesto competenze su tutte le 23 materie previste. L’Emilia Romagna, che ha scelto una strada diversa dal referendum, vuole la gestione diretta per 15 competenze.

Le posizione critiche

Gianfranco Viesti, professore di economia di Bari, lancia un appello per fare marcia indietro prima che sia troppo tardi e definisce quella di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, la secessione dei ricchi.

 Se le tre regioni più ricche e avanzate sotto il profilo industriale ottengono le concessioni, si creerebbe un precedente grave.

Critico anche il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che incontra la ministra agli Affari regionali e autonomie, Erika Stefani.

Proporremo un pre-accordo che è la negazione di quello che hanno fatto con il Veneto, e vedremo dove andrà a parare il governo (…) già ci hanno tolto 400 milioni di euro, anche perché hanno definito un accordo sugli stanziamenti fissi per il Veneto in maniera separata dal bilancio dello Stato (…) Una vergogna nazionale.

Ad oggi però è impossibile sapere quante e quali risorse saranno trasferite dallo Stato alle Regioni per la gestione delle materie ottenute con l’autonomia differenziata. Al momento quindi esiste solo una bozza di accordo di intesa tra Stato e le regioni coinvolte, il che non permette di fare calcoli certi sulle conseguenze finanziarie della secessione.