Auto elettriche Ue: 3 milioni di colonnine entro 10 anni per centrare obiettivo emissioni zero

15 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Le colonnine di ricarica elettrica, nel Vecchio Continente, dovranno moltiplicarsi per 15 in 10 anni se si vorrà arrivare all’obiettivo emissioni zero per la CO2 nel trasporto privato, fissato dalla Ue per il 2050. Sono i calcoli del Transport & Environment (T&E), organizzazione ambientalista, che ha stimato 20 miliardi di investimenti circa, al ritmo di circa 1,8 miliardi annui.

T&E parte dal presupposto che, per arrivare a essere carbon neutral nel 2050, l’Europa dovrà avere sulle strade 44 milioni di veicoli elettrici già nel 2030. E, per fare in modo che questi possano ricaricarsi, occorrono circa 3 milioni di stazioni di ricarica a fronte delle 185.000 attuali.

Un numero al momento sufficiente. Ma che non sembra tale per far fronte all’aumento di veicoli elettrici e ibridi che da quest’anno, anche se a ritmo lento, dovrebbero salire alla luce dei nuovi limiti di emissioni stabiliti dalla Ue, che scatteranno  al 2021, ovvero 95 g/km. Un tetto oltre il quale i costruttori dovranno pagare una sanzione per ogni veicolo venduto. Oggi il limite è di 130 g/km e dovrà essere tagliato del 37,5% entro il 2030.

Per garantire che ci sia una rete di ricarica sufficiente, T&E sottolinea la necessità di un maggiore sforzo pubblico in termini di investimenti: per le colonnine si investe appena il 3% della spesa sulle infrastrutture stradali in Europa. T&E sostiene che buone opportunità vengono proprio dalla Ue, che ha un piano per finanziare 1 miliardo di euro in investimenti sostenibili nel prossimo decennio (il Green Deal europeo).

Boom auto elettriche in Italia

A conferma che il mercato delle auto elettriche è sempre più vivace anche in Italia, i numeri, diffusi qualche giorno fa dall’Unione europea delle cooperative Uecoop, indicano che negli ultimi 12 mesi le immatricolazioni di auto ibride ed elettriche hanno raggiunto quota 127mila con una balzo del 37,6% su base annua. Allargando lo sguardo a cinque anni, le vendite sono più che quadruplicate (+362%). Percentuali, dunque, che segnalano una sempre più decisa transizione verso una mobilità sostenibile.