Auto: 2020 da dimenticare, immatricolazioni a picco (-24,3%)

19 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Auto: 2020 da dimenticare, immatricolazioni a picco (-24,3%): Stellantis secondo in Europa

Il 2020 entrerà negli annali come uno dei peggiori anni di sempre per il mercato dell’auto (e non solo per quello). Sotto i colpi della crisi causata dal coronavirus, le vendite di nuove vetture nell’area Ue più Paesi Efta e Regno Unito hanno segnato una flessione del 24,3% rispetto al 2019, a quota 11.961.182, vale a dire quasi 4 milioni di immatricolazioni in meno rispetto all’anno precedente.

Nel solo mese di dicembre le auto vendute sono 1.214.581, pari ad una flessione del 3,7% in rispetto allo stesso mese del 2019.

Sono i numeri diffusi oggi dall’Acea, l’associazione dei produttori di auto europei.

Le misure di contenimento – compreso il lockdown e altre restrizioni durante tutto l’anno – hanno avuto un impatto senza precedenti sulle vendite in tutta l’Unione Europea, commenta Acea, indicando che il 2020 ha visto il maggior calo annuale della domanda di auto dall’inizio delle registrazioni.

Tutti i 27 mercati dell’Ue hanno registrato cali a due cifre per tutto il 2020. Tra i maggiori mercati automobilistici della regione, la Spagna ha registrato il calo più netto (-32,3%), seguita dall’Italia (-27,9%) e Francia (-25,5%), mentre le perdite dell’intero anno sono state significative ma più contenute in Germania (-19,1%).

Auto 2020: Volkswagen in testa, seguita da Stellantis (FCA-PSA)

Per quanto riguarda invece i costruttori, Fca e Psa, oggi Stellantis, hanno venduto nel 2020 in Europa complessivamente 2.419.190 auto. Un dato che spinge il nuovo gruppo al secondo posto in Europa per vendite, dopo il gruppo Volkswagen che ha raggiunti 3.040.030 immatricolazioni. Alle spalle si trovano Renault con 1.277.884 e Toyota con 695.293 nuovi veicoli.

Restringendo lo sguardo al solo mese di dicembre invece è positiva la performance di Fca, che ha immatricolato oltre 74.700 vetture, il 7,5% in più rispetto all’anno precedente. Il gruppo ha visto la quota di mercato salire di 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 6,2% rispetto al 5,5% dell’anno scorso.