Auto: 2020 nero per vendite, ma così male dal dopoguerra

5 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Un anno da dimenticare, il peggiore dal dopoguerra, il 2020 per il settore delle auto. Complice la crisi causata dalla pandemia, lo scorso anno sono state immatricolate 1.381.496 autovetture, con una variazione di -27,93% rispetto al periodo gennaio-dicembre 2019. Male anche il mese di dicembre, che ha visto un calo delle immatricolazioni del 14,9%,

Lo certificano i dati della Motorizzazione, secondo cui non va meglio all’usato. Nello stesso periodo di gennaio-dicembre 2020, spiega il Mit in una nota, sono stati registrati 3.018.301 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -27,89% rispetto a gennaio-dicembre 2019, durante il quale ne furono registrati 4.185.530.

Auto, le vendite per marchio

Mentre si avvicina la chiusura dell’operazione di fusione FCA-PSA, che darà vita a Stellantis, tra le case produttrici FCA fa molto meglio del mercato a dicembre e chiude con un lieve vantaggio rispetto allo stesso mese del 2019 (+1,1%), grazie soprattutto alle performance dei marchi Fiat e Lancia. Da inizio anno il Lingotto perde un po’ meno del mercato, il 26,7% rispetto al 27,9 delle immatricolazioni in generale. A dicembre fanno bene anche Peugeot (+4,3%) e Opel (+8,7%) che faranno parte del gruppo Stellantis.

Nello stesso mese, in aumento di oltre il 15% le immatricolazioni nel mese a marchio Volkswagen, mentre sia Toyota che Volvo registrano volumi superiori di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Perdono oltre il 20% delle immatricolazioni i brand del lusso come Bmw o Audi, dimezza le vendite nel mese il brand Mercedes mentre realtà come Seat, gruppo Volkswagen, registrano un balzo delle vendite del 21,5%

I dati sulle immatricolazioni in Italia (-14,95% in dicembre, -27,93% nell’anno) “confermano le fosche previsioni dei mesi scorsi”, motivo per cui “il 2020 verrà ricordato come drammatico anche per il settore automotive” si legge in un comunicato congiunto, Anfia, Federauto e Unrae in cui si sottolinea che ora “occorre guardare avanti con spirito costruttivo per ripartire, così come avvenuto in Parlamento con l’approvazione bipartisan di un emendamento alla Legge di Bilancio 2021” che ha introdotto nuove misure di sostegno al rinnovo del parco circolante con vetture meno inquinanti e più sicure, come era stato chiesto dalle associazioni del settore automotive. “Archiviamo il 2020 come l’anno più difficile del dopoguerra per il nostro settore, ma guardiamo al 2021 con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l’inizio del nuovo anno, su cui c’e’ stata intesa tra tutte le forze politiche, e che, oltre a sostenere la domanda, favoriranno la ripartenza della produzione industriale di autoveicoli e componenti a beneficio dell’intera filiera automotive”, ha detto il presidente di Anfia Paolo Scudieri.

Secondo le associazioni, tuttavia, senza incentivi la propensione agli acquisti si riduce drasticamente, mettendo in crisi l’intera filiera.