Austerity Monti non convince gli italiani: si ai sacrifici, ma solo se equi

5 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Nei palazzi della politica a Roma sono giorni intensi. Lunedì 5 dicembre il Consiglio dei Ministri vara le prime misure firmate dal governo Monti. E’ l’emergenza della crisi finanziaria che ha investito il Paese che lo richiede. Eppure gli italiani non sono molto propensi a fare sforzi per il bene del paese, a meno che questi sacrifici non saranno ben bilanciati lungo tutti i livelli.

Secondo un sondaggio realizzato per il programma Otto e Mezzo dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, ben il 75% ritiene che non serviranno a dare il giusto impulso. Dall’inchiesta è, infatti, emersa una forte contrarietà all’ulteriore incremento, ad esempio dal 21% al 23%, delle aliquote Iva.

Anche la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa risulta impopolare: favorevole si dichiara poco più di un intervistato su cinque. Contrario il 73%: otto elettori su dieci del Centro Destra, ma anche i due terzi di chi si colloca politicamente nel Centro Sinistra. Se però le regole fossero riscritte la situazione non sarebbe così tanto invisa.

Cambia tutto – rivela l’indagine di Demopolis – nell’ipotesi di far gravare l’Ici soltanto sulle seconde case e sulle prime case di lusso: in tal caso la condivisione del provvedimento tra gli italiani sale al 70%.
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Un segno evidente della richiesta di progressività nel carico fiscale da parte dei cittadini, in un contesto nel quale quasi otto famiglie italiane su dieci possiedono una casa, ma il 5% risulta proprietario del valore di circa un quarto dell’intero patrimonio immobiliare del Paese.