Austerità per salvare le banche: violati diritti umani in Grecia

di Redazione Wall Street Italia
19 Dicembre 2014 08:04

ATENE (WSI) – In nome del salvataggio delle banche in Grecia è stato trascurato l’interesse dei cittadini.

Lo ha stabilito la Federazione internazionale dei diritti umani, Ong di lungo corso.

Per l’organizzazion fondata nel 1922 le misure per contrastare la crisi del debito hanno portato a una “violazione dei diritti umani senza precedenti”.

Durante la crisi più profonda dalla seconda guerra mondiale, “i leader internazionali e le organizzazioni hanno agito con il solo obiettivo di salvare le banche senza prendere in considerazione gli effetti disastrosi sulla popolazione”, ha dichiarato durante una conferenza stampa il presidente della federazione Karim Lahidji.

Al termine di un’inchiesta condotta sul terreno a gennaio di quest’anno, l’Ong ha scoperto che le misure di rigore imposte dall’Europa e dal Fondo Monetario in cambio dei prestiti hanno messo a rischio i diritti dei lavoratori.

La disoccupazione è salito superando il 25%, i salari inimi sono scesi del 22% dopo il secondo prestito concesso nel 2012.

La federazione ha dimostrato come il sistema sanitario sia stato danneggiato dai tagli di bilancio. “I medici ci hanno raccontato che non potevano più operare alcuni pazienti”, ha spiegato Noeline Blackwell, che ha condotto l’inchiesta, perché c’era troppa gente in fila negli ospedali pubblici ed è stata rilevata inoltre “una mancanza di strumentazione e di personale”.

Nemmeno i diritti politici e di libertà di espressione sono stati risparmiati, con l’aumento delle violenze della polizia nei confronti dei manifestanti, le aggressioni xenofobe da parte di Alba Dorata e la chiusura della tv pubblica nel giugno del 2013.

Il governo greco condivide con l’Unione Europea le responsabilità della situazione e non sorprende che ora il popolo, se si andasse alle elezioni anticipate, preferisca voltare pagina ed eleggere un partito che promette di dire no all’austerity e di tentare invece di percorrere la strada della rinegoziazione del debito enorme da 332 miliardi di euro.

La Troika composta da Commissione Ue, Fmi e Bce, secondo la federazione, è dunque colpevole di aver imposto allo stato di mettere in pratica riforme che incoraggiano la violazione dei diritti umani, mettendo davanti il bene delle banche allo scopo di scongiurare lo scoppio di una crisi sistemica.

Fonte: Afp

(DaC)