Austerità ha distrutto in Europa 10 milioni di posti di lavoro

7 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tra suicidi, licenziamenti, sfiducia verso il futuro, le misure di austerity imposte dall’Unione europea hanno fatto milioni di vittime. Tragedie personali, storie di depressione, pessimismo, sono cresciuti nei paesi dell’Eurozona, messa in ginocchio da un mix micidiale di tasse e tagli.

Ora c’è un numero ben preciso sugli effetti delle misure di austerità sull’occupazione, appena reso noto da uno studio sull’impiego in Europa, che è stato stilato dall’Istituto dei sindacati europei.

L’analisi ha calcolato che l’austerity ha portato alla distruzione di 9,9 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, facendo scendere il tasso di impiego dal 65,8% nel 2008, al 64,1% nel 2013.

L’Istituto parla di un decennio perduto verso cui l’Europa rischia di andare e invita il Continente a cambiare.

I risultati dello studio segnalano che l’elevato livello di disoccupazione europeo mette a repentaglio la strategia “Europa 2020”, lanciata nel 2010 con l’obiettivo di ritrovare una crescita durevole e intelligente.

Forti critiche contro le misure di austerity, che secondo l’associazione non solo non hanno consentito il raggiungimento dei risultati sperati, ma hanno prolungato la recessione e stanno ostacolando la ripresa economica.

Dall’inizio del lancio delle misure di austerità, nel sud dell’Europa è aumentata la disoccupazione soprattutto tra i giovani: Italia +16,9%; Spagna +32,2%, Grecia +38,4%. E più di 13 milioni di persone si trovano nella soglia della povertà.