Attentato al consolato Usa in Turchia e bomba a stazione polizia

10 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Istanbule è sotto choc. Dopo che un attentato bomba contro una stazione di polizia ha fatto 10 feriti, tra cui sette agenti delle forze dell’ordine, due assalitori, tra cui una donna, hanno aperto il fuoco contro l’edificio del Consolato degli Stati Uniti.

L’episodio ha scatenato uno scontro a fuoco con la polizia. Secondo la CNN turca e l’agenzia di stampa privata Dogan, i due attentatori sono riusciti a fuggire.

Già in passato le missioni diplomatiche americane in Turchia erano finite nel mirino di attentatori. Il partito di estrema sinistra del fronte armato rivoluzionario di liberazione (DHKP-C) ha rivedicato un attentato all’ambasciata di Ankara nel 2013 che ha provocato la morte di una delle guardie di sicurezza.

Il tutto mentre negli Stati Uniti, a Ferguson (St. Louis), due persone sono state colpite da armi da fuoco e un poliziotto si trova in gravi condizioni di salute dopo lo scoppio di una sparatoria durante la manifestazione indetta in occasione dell’anniversario della morte di un ragazzo nero, Michael Brown, ucciso la scorsa estate da un poliziotto.

La Turchia è in stato di allerta da quando ha deciso di lanciare una serie di attacchi contro lo Stato Islamico in Siria. Fino a quel momento il governo di Erdogan aveva preferito mantenere una posizione neutrale, dichiarandosi nemica di tutte le “forze terroriste”. Anche i militanti curdi nel nord dell’Iraq.

Il motivo principale è che Istanbul ha paura di trovarsi geopoliticamente isolata. Erdogan vuole la caduta di Bashar al-Assad in Siria, ma le altre forze della Nato si sono ormai convinte che il dittatore sanguinario sia l’unico in grado di mantenere la stabilità nel paese e scongiurare l’avanzata ulteriore delle forze estremiste dell’ISIS.

(DaC)