Atene torna all’attacco: rivuole i fregi del Partenone da Londra

20 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Atene torna all’attacco e chiede a Londra di restituire i fregi del Partenone di Atene, custoditi al British Museum di Londra, dove furono esposti a partire dal 1816 dopo l’acquisto da parte di Lord Elgin, con una soluzione “pacifica” e “accettabile” da entrambe le parti.

A rinnovare la richiesta è stata Lydia Koniordou, ministro della Cultura greca, intervenendo a Firenze alla giornata conclusiva di Tourisma, il Salone internazionale dell’archeologia e del turismo culturale promosso dalla rivista “Archeologia viva”.

Koniordou ha anche spiegato che “c’è l’impegno del governo greco – per continuare a richiedere la riunificazione di questo simbolo unico, che è anche il simbolo che testimonia la democrazia e la libertà di parola e l’accettazione dell’altro”.

Il Partenone, ha aggiunto la ministra della Cultura greca, è “un monumento che deve essere restituito alla sua integrità perché l’integrità è un concetto molto importante per le opere d’arte e quindi vogliamo fare passi avanti per trovare una soluzione che sia pacifica e che sia mutualmente accettabile”.

Per rendere la restituzione possibile è stato anche costituito un comitato italiano per la riunificazione dei marmi del Partenone, a cui capo è stato posto Louis Godart, archeologo e filologo miceneo di fama internazionale.

Nel frattempo, in tempi di rinnovati timori sulla Grexit, la Germania prova a convincere il Fondo Monetario Internazionale a restare al tavolo per il salvataggio della Grecia, in occasione della riunione odierna dell’Eurogruppo.

“Io parto dal principio che l’Fmi resti” ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, aggiungendo che “la Grecia deve fare le riforme” e puntualizzando che, “se la Grecia farà le riforme, non ci sarà alcun problema. Ma se la Grecia non farà le riforme, potrebbe avere un problema”.

Ad Atene e nel resto del Paese, ogni giorno che passa senza un accordo all’Eurogruppo equivale a maggiori misure di austerità. Sul tavolo, al momento, ci sono 3,6 miliardi di misure tra ulteriori tagli alle pensioni, pensioni e nuove tasse.

Negli ultimi 7 anni, almeno 250 mila aziende ed esercizi commerciali sono spariti. Ma la vera scadenza per la Grecia è quella del prossimo luglio, quando dovrà rimborsare oltre 6 miliardi e potrebbe trovarsi a corto di liquidità.