Asta italia: vero test post elettorale, tassi in rialzo ma meglio attese

27 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – A sorpresa i risultati dell’asta dei BTP a lunga scadenza si sono mostrati meno negativi rispetto alle attese. Il Tesoro ha collocato 4 miliardi di euro di titoli con scadenza nel 2023, dunque BTP a 10 anni, a un tasso al 4,83%, in rialzo rispetto al 4,17%, ma non al 5% come si temeva. Il valore è comunque al record dall’ottobre del 2012. Il bid to cover è stato pari a 1,654.

Emessi anche BTP a cinque anni, con scadenza nel 2017, a un tasso in crescita al 3,59%, contro il 2,94% dello scorso 30 gennaio. Un trader spiega che il risultato è accettabile in quanto il collocamento è avvenuto nella parte alta del target previsto e la domanda è stata più forte rispetto all’asta precedente.

Collocati anche BTP a cinque anni, con scadenza nel 2017, a un rendimenti al 3,49%, contro il 2,94% dello scorso 30 gennaio.

Si conclude con oggi la tre giorni di aste, che nella giornata di ieri ha visto protagonista il collocamento di Bot a sei mesi, con il rendimento che è salito all’1,237%, al record da ottobre.

Due giorni fa emessi i Ctz a scadenza 2014: anche in questo caso rendimenti in crescita.

Da segnalare che sul mercato secondario, ieri i tassi sui BTP decennali e gli spread hanno riportato il balzo più sostenuto in 19 mesi e alla vigilia il differenziale tra rendimenti italiani e tedeschi a 10 anni è balzato fino a +22%.

Guardando inoltre al movimento dei cds (credit deafult swap, contratti per assicurarsi dal rischio di default), si evince che per la prima volta in un anno l’Italia è diventata più rischiosa della Spagna.

D’altronde le elezioni politiche hanno decretato una situazione di ingovernabilità e di totale stallo politico. Qualche operatore inizia a chiedersi se il paese possa aver bisogno di un piano di salvataggio, ipotesi che era stata abbandonata del tutto durante il periodo dell’esecutivo di Mario Monti.

Così come aveva previsto da Wall Street Italia, le strade sono ora due: o l’ipotesi di una Grande coalizione o quello del ritorno al voto, scenario quest’ultimo desiderato dal vero vincitore di queste elezioni, Beppe Grillo.

A tal proposito torna a parlare Nouriel Roubini, professore della New York University, che ha affermato durante una conferenza che si è tenuta a Sofia, che “un governo senza una maggioranza o instabile fino alle elezioni dei prossimi mesi potrebbe portare gli investitori a shortare debito italiano, gli spread continuerebbero a salire. Tale situazione creerebbe un circolo vizioso”.