AssoAim: le pmi si associano, il punto del consigliere Verdesca

28 Aprile 2020, di Massimiliano Volpe

Da qualche mese è partita l’attività di AssoAIM, l’associazione di categoria che raggruppa  le società quotate sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese.
L’associazione è stata creata nella consapevolezza che le società quotate su questo particolare mercato, per la loro dimensione, le loro caratteristiche e la loro dinamicità, necessitano di una specifica forma di azione collettiva e rappresentanza. Ne abbiamo parlato con uno dei fondatori Davide Verdesca, CEO & Chairman SG Company e consigliere di AssoAIM.

Dott. Verdesca, ritenete che le vostre associate siano soddisfatte della quotazione all’AIM?
I mercati di tutto il mondo stanno soffrendo molto in questo momento storico a causa dell’emergenza sanitaria e delle conseguenze che il Covid-19 sta imponendo all’economia globale. Di conseguenza anche le società quotate all’AIM stanno vivendo una situazione difficile. Il 2019 è stato positivo ed ha visto anche la nascita dell’associazione AssoAIM.
Nei primi due mesi del 2020 eravamo sicuramente soddisfatti essendo arrivati a 33 associati Accedere al mercato investitori è un’ottima opportunità di crescita e per una azienda, ma in questo momento così delicato e mutevole bisogna tenere conto delle singole specificità e storie dietro un progetto imprenditoriale e capire come poter superare questa crisi.

Avete dei suggerimenti per gli imprenditori interessati alla quotazione all’AIM?
Il mio consiglio è quello di farsi aiutare da consulenti esperti. AssoAIM, attraverso i suoi consiglieri ed un Comitato Scientifico composto da 9 professionisti dell’economia, della finanza e dell’imprenditoria italiana, si impegna a condividere tutte le informazioni utili per costruire passo dopo passo un percorso di avvicinamento all’AIM.
Anche io in SG Company nel 2018 sono arrivato alla quotazione all’AIM e certamente se avessi potuto avere il supporto ed il network di un’associazione quale oggi AssoAIM certamente sarei stato facilitato e rassicurato.

Siete soddisfatti della liquidità presente all’AIM?
In Italia c’è molta liquidità ma purtroppo difficilmente arriva all’AIM. AssoAIM nasce anche per questo, per comunicare al meglio le società quotate in questo segmento che, ahimè, sconta anche alcune malpractice (si veda il caso Bio-On).
Si potrebbe pensare che l’AIM sia un mercato meno regolamentato rispetto ai mercati superiori, ma non è assolutamente così. Sarebbero più che graditi ulteriori investitori nel mercato AIM e qualcosa si sta muovendo con la riforma per il mercato dei PIR ma siamo ancora molto lontani dal poter essere contenti.
In linea definitiva non siamo soddisfatti, ma ci stiamo impegnando affinché la voce delle quotate all’AIM sia presa maggiormente in considerazione anche sotto questo punto di vista.

Avete qualche suggerimento per Borsa Italiana?
In questo momento credo che Borsa Italiana stia governando la situazione al meglio delle sue possibilità. Un suggerimento, che è più una riflessione, che posso condividere è che il mercato AIM è più delicato e fragile e dunque necessita di una maggior attenzione rispetto agli altri segmenti per essere messo in protezione al fabbisogno.
Quando l’economia italiana vive dei tracolli di finanze, sia per cause globali che nazionali, con abbattimenti oltre il 15% come avvenuto recentemente, l’effetto leva che subiscono le aziende dell’AIM (che come sappiamo sono principalmente piccole-medie imprese, spesso con flottante molto basso) può essere veramente devastante…e la ripresa ancora più difficile e lenta.

Quale sarà l’impatto del coronavirus sull’AIM?
Il Covid-19 non attacca direttamente le aziende. Attacca le persone, indirettamente i piani industriali delle aziende e le economie di queste. AIM è lo specchio della società italiana. Le aziende quotate in questo segmento sono principalmente nazionali, guidate da imprenditori con risorse italiane.
Indubbiamente il virus sta impattando fortemente sul mercato AIM – motivo in più per aumentare la tutela nei suoi confronti – ricordiamoci che le PMI caratterizzano la maggior parte del tessuto economico italiano e sono le vere realtà che oggi e nel futuro prossimo avranno bisogno di maggior investimenti e attenzione per potersi riprendere in modo sano e duraturo.

La vostra società come sta reagendo alla difficile fase economica?
In SG Company stiamo lavorando per superare al più presto ed al meglio questo cataclisma che sta stravolgendo l’economia italiana tutta oltre alla vita di tutti noi cittadini. In che modo? Sicuramente cercando di diversificare, di avere un maggior controllo della “macchina-impresa”, di tutelare ancor più la gestione dei costi ovviamente dove possibile.
Come tutti, pagheremo uno scotto importante, ma sono certo che questa sia una lezione non solo per noi come azienda ma per l’intera Italia. È ormai fondamentale saper diversificare il rischio Paese, il rischio Prodotto e il rischio Cliente. Dovremo fare sistema, cercare di mettere tra i nostri valori e concetti anche l’Antifragilità che significa creare le condizioni affinché un danno locale (a uno dei suoi elementi costituenti) possa portare un beneficio a livello sistemico.
Dovremo fare molto più di quanto fatto in passato, differenziando e contaminandoci a vicenda, anche attraverso associazioni di categoria ed altro. Credo che da questa crisi nasceranno nuove opportunità e che guarderemo maggiormente all’estero. Non dobbiamo fermarci ma reagire rapidamente, in modo concreto e sempre coerente con la nostra identità di imprenditori italiani, con tutto quanto questo significa e comporta, ma anche di cittadini del mondo.