Assicurazioni e Iot: la rivoluzione è appena iniziata

23 Luglio 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

Tra i settori del mondo dei servizi finanziari in cui l’Internet delle cose (Internet of Things – IoT) avrà impatti più rilevanti c’è quello delle assicurazioni. È non è una novità: nel 1997 questo mercato era stato rivoluzionato dalla compagnia Progressive Insurance che, per prima, aveva proposto la sottoscrizione di coperture assicurative online per l’auto.
Progressive scatenò un terremoto che portò a nuovi modelli di distribuzione, a proposte più semplici e trasparenti con tariffe più vantaggiose. All’epoca il cambiamento arrivava da Internet, dal web degli albori.
Oggi arriva dalla rete collegata agli oggetti. L’IoT sta per aprire le porte a una nuova fase di cambiamenti, anche più profondi dei precedenti. Questa volta sarà l’accesso illimitato in tempo reale a quantità enormi di dati a modificare radicalmente il modo di interagire tra le imprese assicurative e i consumatori. Ma con l’incremento esponenziale dell’Internet delle cose a essere trasformato sarà anche l’approccio dei consumatori verso la propria auto, verso la propria casa e sulla salute.

È un cambiamento epocale: nel 2020, secondo gli analisti, saranno 38,5 miliardi gli oggetti di IoT sul mercato. “I cambiamenti sono già intuibili e costringeranno gli assicuratori a rivedere il proprio modello di business e di pricing” dice Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte – responsabile FinTech.

Ci saranno vantaggi sia per le compagnie assicurative che per i consumatori finali. Grazie all’IoT sarà infatti possibile ritagliare premi su misura e offrire servizi maggiormente differenziati.
“Se cavalcata nella maniera opportuna, – riprende Gianturco – l’IoT potrà far aumentare i tassi di crescita organica che nell’industria sono tradizionalmente molto bassi. Non solo, la grande mole di dati a disposizione delle compagnie potrebbe aiutarle a cambiare ruolo e trasformarle da strumento di difesa a strumento di prevenzione”.

Già oggi ci sono numerosi esempi. Uno di questi riguarda la protezione delle abitazioni. Oggi è possibile utilizzare moderni sensori (smart home sensor) che permettono di individuare sul nascere la presenza di umidità nei muri e quindi fermare le perdite causate dalla rottura di un tubo. In questo modo, al proprietario di casa vengono evitate spese cospicue per il sinistro.
Anche nell’ambito delle cure mediche e della salute, i passi avanti sono notevoli. Esistono dispositivi che permettono di anticipare cure per disagi acuti. Nel caso del diabete, per esempio, sensori predisposti in appositi calzari rilevano per tempo la presenza di ulcere al piede.

 

Ancora tante sfide da affrontare. I progressi sono tanti ma altrettanto numerose sono le sfide ancora da affrontare e la cautela necessaria è alta. È significativo il caso delle polizze per auto legate alla raccolta dei dati sulla guida: numero di ore al volante, frequenza dell’utilizzo della macchina, velocità media di marcia o tipo di accelerazione più frequentemente adottata per fare degli esempi.
Non tutti i consumatori sono disposti a offrire la propria collaborazione per la raccolta sistematica di queste informazioni. Eppure questo modello è già rodato. È ormai sul mercato da una decina di anni ma, secondo un sondaggio di Deloitte, fatica ancora ad attecchire.
Da un sondaggio condotto negli Stati Uniti è emerso che il 26% degli interpellati è favorevole al monitoraggio dei dati anche senza ottenere in cambio uno sconto sul prezzo dell’assicurazione, il 27% richiede in cambio un taglio del premio ma la maggioranza (47%) è contraria in ogni caso a dare l’accesso ai propri dati. Se gli sconti non bastano a convincere i proprietari di auto, dall’analisi è emerso che a piacere sono invece i servizi a valore aggiunto proposti dagli assicuratori in cambio dei dati.
Per esempio, il sistema MyKey di Ford controlla la velocità di marcia dell’auto quando al volante ci sono figli giovani e ne rallenta automaticamente la corsa. Tra i servizi premium che piacciono ci sono anche informazione sul traffico così come programmi di benefit per chi ha una guida virtuosa.

 

L’IoT avanza a passo spedito. “Di sicuro le società di assicurazione hanno di fronte a sé l’occasione di beneficiare di una tecnologia che può aumentare i loro profitti, consentendogli di crescere e migliorare il loro rapporto con la clientela” afferma Gianturco che conclude: “Sarà però necessario affrontare le trasformazioni in corso.
Per approfittare dei vantaggi in arrivo, sarà essenziale fronteggiare nella maniera corretta le diverse sfide all’orizzonte, da quella del cambiamento della cultura aziendale al proprio interno, fino ai rischi legati alla tutela della privacy”. Il viaggio è appena iniziato.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio di Wall Street Italia. Leggi il sommario del magazine