Assegno universale figli rischia di slittare al 2022

7 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

Rischia di slittare al 2022 la riforma sull’assegno unico e universale per i figli, che, nella Nota di aggiornamento al Def (Nadef) appena approvata dal governo, viene citato come uno degli obiettivi della politica di Bilancio 2021-2023.

“Una componente di rilievo della programmazione triennale è l’introduzione di un’ampia riforma fiscale, che il Governo intende attuare sulla base di una Legge delega che sarà parte integrante del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) e dei relativi obiettivi intermedi.
La riforma si raccorderà all’introduzione dell’assegno unico e universale per i figli. si legge. “Attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno unico e universale per i figli”.

Assegno universale figli, esame della legge bloccato in Senato

Trasmesso al Senato il 23 luglio, dopo il via libera della Camera, e assegnato alla 11esima commissione, l’esame della legge delega non è ancora iniziata.

Restano infatti da definire tutta una serie di elementi per l’effettiva partenza a partire dal 2021. A partire dalle risorse aggiuntive necessarie per coprire il provvedimento. E al momento non è chiaro da dove queste possano arrivare.
Se ci dovessero essere difficoltà a trovare i fondi necessari il nuovo assegno unico per i figli potrebbe addirittura slittare all’anno successivo, il 2022.

“Siamo soddisfatti di leggere all’interno della premessa al NaDef, scritta dal ministro dell’Economia Gualtieri, la presenza dell’assegno unico e universale.
Ora però chiediamo di conoscere le cifre reali necessarie per realizzare la misura, le tempistiche per l’approvazione della legge-delega che attualmente è ferma al Senato e la roadmap che l’esecutivo ha in mente per far sì che l’assegno divenga realtà per le famiglie con figli dal prossimo primo gennaio 2021” ha così commentato il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo.