Asse Berlusconi-Putin, così l’Italia irritò gli Usa durante il conflitto in Georgia nel 2008

1 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il Corriere della Sera è venuto in possesso di alcune comunicazioni dell’ex ambasciatore Usa Spogli in italia. Nei dispacci la preoccupazioni per l’asse tra Berlusconi e Putin al momento della crisi in Georgia, con l’Italia accusata da Spogli di voler “frenare” la Nato.

Nelle comunicazioni tra le ambasciate americane di Roma e Praga e il dipartimento di Stato, venute in possesso di Wikileaks e che il Corriere della Sera ha pubblicato trapela l’irritazione degli Stati Uniti per la posizione tenuta dall’Italia nel corso della guerra tra Georgia e Russia dell’agosto 2008.

La frase chiave dell’allora ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli, è questa, preceduta dalla parola «commento»: «Viste le dichiarazioni alla stampa del ministro degli Esteri Frattini, e la articolata spiegazione di Batori (Carlo Batori, vicedirettore dell’ufficio Nato, ndr) sull’opposizione italiana a qualsiasi dichiarazione di condanna della Russia, il governo italiano sarà con ogni probabilità meno che utile in sede di Consiglio del Nord Atlantico. Berlusconi e Putin si sono già parlati e ci aspettiamo che la Russia cerchi di sfruttare la relazione personale tra i due per spingere l’Italia e fare fallire gli sforzi per condannare le azioni di Mosca nelle sedi internazionali».

Il cable, riferisce il corriere, è firmato «Spogli», datato 15 agosto 2008, classificato come «confidenziale» e «noforn» (da tenere nascosto ai non americani, ndr) e titolato «Gli italiani non ci aiuteranno per una dichiarazione nel Consiglio del Nord Atlantico».

Un altro dispaccio, di cui da notizia sempre il Corriere della Sera, torna sul tema. Qualche giorno prima, l’11 agosto, scrive il quotidiano, dall’ambasciata americana di Praga era partita verso Washington un’informativa che dava conto degli sforzi diplomatici della Repubblica Ceca per arrivare a un cessate il fuoco in Ossezia del Sud.

«Il ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg – si legge nel cable – è certo che occorra inviare un messaggio di fermezza alla Russia, e sta contattando i suoi colleghi per riuscire a usare un linguaggio il più duro possibile. Secondo il ministero ceco, l’intervento del governo Usa presso Francia e Italia in particolare visti gli stretti legami del premier Berlusconi con la Russia e la Germania sarebbe utile».

Di nuovo il giorno di Ferragosto a Roma, in un dispaccio intitolato «Sfatare il mito dell'”equilibrio” italiano sulla Georgia», classificato come «confidenziale» e «noform», l’ambasciatore Spogli scrive: «Come inizialmente previsto nei primi giorni del governo Berlusconi, la stretta relazione del governo italiano con la Russia potrebbe presto diventare un punto di frizione nei rapporti tra Stati Uniti e Italia, quanto al resto vicini” .

E qui Spogli mette in luce il ruolo della Farnesina: “I vertici del governo italiano, in particolare il ministro degli Esteri Frattini, si sono spinti molto avanti nell’insistere che la comunità transatlantica e l’Unione Europea dovrebbero affrontare la crisi tra Georgia e Russia con “senso di equilibrio” …. Nella migliore delle ipotesi, l’Italia eviterà di pronunciare dichiarazioni forti o di fare pressioni sulla Russia. Nella peggiore, l’Italia potrebbe lavorare per distruggere la determinazione degli altri alleati nelle sedi internazionali, incluse la Nato e l’Unione Europea. … Abbiamo preso contatti con il governo italiano ai più alti livelli per suggerire che l’Italia debba prendere una posizione di principio, basata su fatti obiettivi. Inoltre, abbiamo chiarito che l’atteggiamento favorevole suscitato dal nuovo governo Berlusconi nei suoi primi mesi di attività potrebbe scomparire se la sua credibilità su questa questione venisse meno».

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Dal Corriere della Sera di Stefano Montefiori

Nelle comunicazioni tra le ambasciate americane di Roma e Praga e il dipartimento di Stato, venute in possesso di Wikileaks e che il Corriere della Sera è in grado di pubblicare, trapela la costante irritazione degli Stati Uniti per la posizione tenuta dall’Italia nel corso della guerra tra Georgia e Russia dell’agosto 2008.

La frase chiave dell’allora ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli, è questa, preceduta dalla parola «commento»: «Viste le dichiarazioni alla stampa del ministro degli Esteri Frattini, e la articolata spiegazione di Batori Carlo Batori, vicedirettore dell’ufficio Nato, ndr sull’opposizione italiana a qualsiasi dichiarazione di condanna della Russia, il Goi governo italiano, ndr sarà con ogni probabilità meno che utile in sede di Consiglio del Nord Atlantico il principale organo esecutivo della Nato, ndr. Berlusconi e Putin si sono già parlati e ci aspettiamo che la Russia cerchi di sfruttare la relazione personale tra i due per spingere l’Italia e fare fallire gli sforzi per condannare le azioni di Mosca nelle sedi internazionali».

Il cable è firmato «Spogli», datato 15 agosto 2008, classificato come «confidenziale» e «noforn» da tenere nascosto ai non americani, ndr, e titolato «Gli italiani non ci aiuteranno per una dichiarazione nel Consiglio del Nord Atlantico». Qualche giorno prima, l’11 agosto, dall’ambasciata americana di Praga era partita verso Washington un’informativa che dava conto degli sforzi diplomatici della Repubblica Ceca per arrivare a un cessate il fuoco in Ossezia del Sud. «Il ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg – si legge nel cable classificato come «sensibile» e scritto dalla consigliera Martina Strong – è certo che occorra inviare un messaggio di fermezza alla Russia, e sta contattando i suoi colleghi per riuscire a usare un linguaggio il più duro possibile. Secondo il ministero ceco, l’intervento dell’Usg United States Government, il governo Usa presso Francia, Italia in particolare visti gli stretti legami del premier Berlusconi con la Russia e la Germania sarebbe utile».

Di nuovo il giorno di Ferragosto a Roma, in un dispaccio intitolato «Sfatare il mito dell'”equilibrio” italiano sulla Georgia», classificato come «confidenziale» e «noforn», l’ambasciatore Spogli scrive: «Come inizialmente previsto nei primi giorni del governo Berlusconi, la stretta relazione del governo italiano con la Russia potrebbe presto diventare un punto di frizione nei rapporti tra Stati Uniti e Italia, quanto al resto vicini. I vertici del governo italiano, in particolare il ministro degli Esteri Frattini, si sono spinti molto avanti nell’insistere che la comunità transatlantica e l’Unione Europea dovrebbero affrontare la crisi tra Georgia e Russia con “senso di equilibrio” …. Nella migliore delle ipotesi, l’Italia eviterà di pronunciare dichiarazioni forti o di fare pressioni sulla Russia. Nella peggiore, l’Italia potrebbe lavorare per distruggere la determinazione degli altri alleati nelle sedi internazionali, incluse la Nato e l’Unione Europea. … Abbiamo preso contatti con il governo italiano ai più alti livelli per suggerire che l’Italia debba prendere una posizione di principio, basata su fatti obiettivi. Inoltre, abbiamo chiarito che l’atteggiamento favorevole suscitato dal nuovo governo Berlusconi nei suoi primi mesi di attività potrebbe scomparire se la sua credibilità su questa questione venisse meno».

In quei giorni, in Italia, molti criticarono il ministro Franco Frattini per non avere interrotto le vacanze alle Maldive nonostante lo scoppio della crisi nel Caucaso. Di seguito, sempre nello stesso dispaccio: «Sfortunatamente – scrive Spogli – visto il periodo delle vacanze estive in Italia, molti dei nostri interlocutori chiave in Parlamento e nel ministero degli Esteri non sono raggiungibili».

Cable «confidenziale» del 15 agosto, firmato Spogli e intitolato «L’Ambasciata chiede all’Italia di spingere per un ritiro russo»: «L’Ambasciatore ha detto a Gianni Letta, il principale consigliere del premier Berlusconi, che Washington “non è contenta” dell’atteggiamento italiano fino a questo momento e che siamo particolarmente perplessi per le dichiarazioni del ministro degli Esteri Frattini».

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