Asia: più ricchezza e boom di suicidi

12 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si tratta di una domanda che da molto tempo sta lasciando perplessi gli esperti di salute mentale in tutta l’Asia: perché tanti anziani asiatici si suicidano?

L’ultimo decennio, come riporta il The Week, ha visto picchi sorprendenti del numero di asiatici over 65 che hanno scelto di porre fine alla loro vita, in particolare nei paesi economicamente più sviluppati.

In Corea del Sud, per esempio, i suicidi in quella fascia d’età sono aumentati più di cinque volte, secondo l’Istituto di Hallym University of Aging: da 14 ogni 100.000 persone nel 1990 a 77 ogni 100.000 nel 2009.

A Taiwan invece, gli anziani si sono tolti la vita due volte di più rispetto a qualsiasi altra fascia di età, ad un tasso di 35,8 ogni 100.000 nel 2010, rispetto ad una media nazionale di 17,6.

Infine in Cina i suicidi tra gli abitanti di età compresa tra i 70-74 sono balzati nelle città a metà degli anni 2000, arrivando a 33,76 ogni 100.000 abitanti in confronto ai 13.39 del 1990.

Tutti dati, avvertono gli esperti, destinati ad aumentare. Ma perché?

In Asia gli esperti accusano i rapidi cambiamenti sociali ed economici in tutta la regione, oltre a servizi di salute mentale scarsi.

In alcuni paesi asiatici poi, un numero sproporzionato di suicidi tra gli anziani ha seguito le crisi finanziarie, anche se gli esperti ora stanno tenendo sott’occhio anche le pressioni sociali esercitate sugli anziani dall’industrializzazione e dall’imponente crescita della popolazione.

Il dottor Kua, ha provato a dare anche un’altra motivazione, prendendo come esempio la Cina: “A causa del flusso dei giovani lavoratori migranti dalle zone rurali verso le industrie e le città, è sorto un serio problema per la cura delle persone più deboli e anziane nelle campagne”.

La popolazione anziana della Cina ha infatti raggiunto i 194 milioni alla fine del 2012 e si prevede che superi i 300 milioni entro il 2025.

La Cina sta però ora adottando misure urgenti per affrontare il problema. Nel mese di agosto, il premier cinese Li Keqiang, ha annunciato che il governo avrebbe ridotto i costi e fatto maggiori investimenti nei servizi sociali entro il 2020.

Interessante poi anche una nuova politica introdotta, che consente ai genitori anziani che non ricevono visite regolari dai loro figli, di denunciarli.