ARIA MEFITICA,
CLIMA SQUALLIDO

24 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – La Bindi è lesbica, ecco una frase di uno squallore evidente e imperdonabile che non si sarebbe voluta ascoltare dalla bocca di un parlamentare dell’opposizione. Una Fuorigrotta della volgarità è la peggiore risposta possibile ai petardi disseminati da un governo politicamente debole, che copre la sua debolezza con mille bravate e si adopera a creare un clima mefitico, purtroppo in certi casi con il concorso attivo dell’opposizione.

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Se Prodi avesse radunato intorno a sé una classe dirigente, e ne fosse il vero leader, avrebbe fatto, dalle elezioni ad oggi, il contrario di quanto ha fatto. Avrebbe aspettato a fissare in modo grottesco la data dei festeggiamenti per il suo parco 0,6 per mille di vantaggio, avrebbe messo in cantiere una politica seria di dialogo con l’opposizione intorno alle istituzioni, avrebbe risposto con flemma alle pressioni burbanzose di partiti e partitini affamati di incarichi, avrebbe evitato di spacchettare ministeri, di lasciare che si predichi un generale ritorno indietro rispetto ad acquisizioni strategiche varate dal governo precedente, avrebbe puntato sulla speranza per il futuro e non sul rancore per il passato, e per il resto, com’è normale, gli avversari avrebbero potuto dirsene di tutti i colori.

Ma così no. Così davvero il vincitore perdente legittima, partendo da un’occupazione sconsiderata delle istituzioni, senza uno straccio di progetto di intesa con metà del paese duramente rappresentata dall’ira dei perdenti vincitori, la reazione invero parecchio belluina di certi settori dell’opposizione.

Ora arriva l’allarme drammatizzante sui conti pubblici, con toni poco acconci all’esperienza di un tecnico europeizzante come Padoa Schioppa, poi la minaccia viscosa di tassare il tassabile, e insieme un’offensiva di valori confusa sui temi eticamente sensibili, e una raffica di cretinate su tutto il resto. Dove vogliono andare? Non si sa. Si intuisce che hanno una sola speranza, che il Cav. non riesca a trasformare la collera in politica efficace e seria, per far pesare il voto e la rappresentanza parlamentare che gli è stata data, insomma che l’opposizione trasformi la sua forza in risentimento puro, dunque in rigidità mentale, in debolezza e in atroci cadute di stile.

Berlusconi come caricatura intellettuale e pratica continua a servire egregiamente l’interesse politico dell’Ulivo, mentre quello di chi si oppone sarebbe servito dall’immagine anche dura, durissima, ultradura, di un uomo di stato e di lotta politica.

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