Aria di cambiamento sul valutario?

14 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Partiamo da uno sguardo ai dati macroeconomici di ieri e cominciamo le nostre analisi dal Producer & Import Prices svizzero. Come sappiamo, i prezzi alla produzione e all’importazione sono degli ottimi indicatori che possono predire le future evoluzioni del CPI (Consumer Price Index), ovvero dell’inflazione in quanto, prezzi che aumentano a questo punto della catena produttiva verranno poi trasferiti ai consumatori finali, per mantenere i margini aziendali. Un dato superiore alle aspettative di mercato, dovrebbe accompagnarsi ad un apprezzamento della valuta di riferimento in quanto, le aspettative di inflazione salgono e potrebbero essere accompagnate da futuri rialzi dei tassi di interesse di riferimento.

Dopo le ultime dichiarazioni della SNB, che dopo aver tentato più volte di contenere la forza del franco (spendendo una cifra stimata nel 20% del Pil elvetico), si è lasciata andare ad un tranquillo “Signori, attenzione che un franco così forte non è, attualmente, un pericolo per noi”, ed un dato così sull’inflazione, ci sentiamo il dovere di raccomandare prudenza nell’acquistare euro contro franchi svizzeri, con ottica di medio periodo.

L’unica ragione apparente per farlo, è che il cambio in esame è storicamente a livelli bassi, ma la strada è aperta a qualsiasi eventualità. Ieri la quotazione è salita sulla scia del forte rialzo dell’eurodollaro e sembra che per ora, questi guadagni dell’euro possano estendersi ancora un po’ (si veda la sezione di analisi tecnica per i livelli da tenere sotto osservazione). In pubblicazione anche il CPI inglese che, contro le aspettative annuali che vedevano un +3.1%, ha fatto segnare un +3.2%. La reazione del cable non si è fatta attendere ed ora ci troviamo su livelli interessanti. Attenzione oggi ai Jobless Claims ed alla disoccupazione inglese che potrebbero dare ulteriore vigore al british pound.

In pubblicazione anche lo ZEW (in discesa da 28.7 a 21.2, contro aspettative di 25.3), dato che però è stato ignorato dal mercato ed il trade balance americano per il mese di maggio, anch’esso guardato ma non comprato né venduto dagli operatori. Un’importante notizia da segnalare è il downgrade effettuato dall’agenzia Moody’s da A1ad AA2. Secondo gli analisti, il debito del paese potrebbe continuare a crescere se non verranno adottate ulteriori misure di austerity, oltre a quelle già annunciate e questo potrebbe pesare sulla sua crescita economica, problema principale dei portoghesi.

Qualcosa sembra poter cambiare, giudicando dal punto di vista tecnico, buona parte dei cambi più importanti.

Cominciamo dall’eurodollaro, sui massimi degli ultimi due mesi esatti e alla prova di rottura definitiva del livello di resistenza che orbita in area 1.27. Come abbiamo visto anche ieri esattamente in questa zona transita la linea di tendenza negativa incominciata con il doppio massimo a 1.5140 e che ha indirizzato il cambio verso i minimi degli ultimi anni a 1.1880. Potrebbe essere sensato aspettarsi una rinnovata forza di euro successivamente alla fuoriuscita da questo livello quindi. In questo caso sarebbero due i livelli da attendere: avremmo un primo 1.3130 ed un più ambizioso 1.35. Perché questo scenario non sia compromesso, dovrebbe tenere il supporto di 1.27, una volta che il cambio abbia effettuato la rottura giornaliera.

Vediamo ora il cambio UsdJpy, dove ha funzionato ancora perfettamente il supporto di 88.20, in grado di spingere il cambio alla prima zona di resistenza a 89.20, dopo un suo test ieri mattina. Una rottura di questo livello potrebbe portare direttamente a 90.60.

Passiamo al cambio EurJpy, dove abbiamo assistito in mattinata di ieri ad un tentativo di rottura del supporto a 111 figura, salvo poi osservare una veloce risalita che nel giro di qualche ora ha portato i prezzi molto vicini alla più importante resistenza di breve, 113.30/40. La forza mostrata ieri potrebbe anche condurre oltre il cambio: stiamo pensando al massimo di giugno a 114.10.

La rapida risalita del cable, 270 punti da ieri mattina, riporta di attualità il livello considerato come la più importante resistenza delle ultime settimane: stiamo parlando di 1.5240, dove per ben 3 volte nelle passate settimane il cambio aveva rimbalzato. Con la price action attuale possiamo ipotizzare un superamento ed il raggiungimento della resistenza a 1.55 figura.
Con un cable così in spolvero non poteva che fare un balzo in avanti anche il cambio GbpJpy. Abbiamo assistito alla rottura della resistenza a 135 figura e se anche 136.30 dovesse essere oltrepassato allora potremmo trovarci prossimi ad un movimento più profondo, in grado di mostrare obiettivi 400 punti al di sopra dei prezzi attuali.

Segnali positivi, per la prima volta da settimana sembrano arrivare anche dal cambio EurChf. Con la rottura della trendline ribassista dell’ultimo movimento sfavorevole all’euro iniziato a maggio e con un superamento stabile di 1.3440, possiamo immaginare un ritorno dei prezzi sino a 1.3750, anche nei prossimi giorni.

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