Argentina domenica alle urne: non solo debito, la sfida più grande si chiama Fmi

25 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Nel pieno della tempesta finanziaria l’Argentina va alle urne. Domenica 27 ottobre gli elettori argentini sono chiamati ad eleggere  il nuovo presidente, i membri del congresso nazionale e i governatori di gran parte delle 23 province del Paese.

I candidati alla presidenza

A contendersi la poltrona di presidente da una parte Alberto Fernández del Partito Giustizialista, attualmente il principale partito di opposizione e la più grande componente del movimento peronista, e dall’altra l’attuale presidente Mauricio Macri.

Un appuntamento importante a cui guardano con attenzione e apprensione gli investitori e i mercati. Sulla base dei risultati delle elezioni primarie di agosto, come riporta Jared Lou, Emerging Market Debt portfolio manager di NN Investment Partners, sarà probabilmente eletto come prossimo presidente Fernàndez.

 

I risvolti per i mercati finanziari

Il compito che attende il prossimo presidente argentino è particolarmente gravoso visto che dovrà apportare la ristrutturazione del debito pubblico di fronte a quello che sembra essere un inevitabile default.
Come scrive Lou, la potenziale amministrazione Fernández si deve rende conto che è nel loro interesse riacquistare l’accesso ai mercati dei capitali internazionali e persuadere il Fondo Monetario Internazionale, il più grande creditore del paese, a procedere con una leggera riprofilatura può essere una sfida, data la loro valutazione dell’economia argentina.

Fernández deve perseguire una ristrutturazione del debito che favorisca i creditori per riguadagnare rapidamente l’accesso al mercato. La disomogeneità tra i diversi tipi di creditori – hedge fund, gestori patrimoniali, banche private, argentini locali – potrebbe rendere più difficile raggiungere una soluzione negoziata con la stessa rapidità con accadde, ad esempio, con l’Ucraina nel 2015.
La ristrutturazione dell’Ucraina è stata un successo inaspettato non solo per la rapidità con cui è stata completata, ma anche per il valore di recupero finale fissato a 80 centesimi di dollaro. Sarebbe sorprendente se l’Argentina ottenesse un tale risultato, ma Fernández vorrà probabilmente perseguire una ristrutturazione amichevole. L’FMI potrebbe essere la sfida più grande.