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Il nuovo anno si apre sotto il segno del rally per i metalli preziosi. L’argento ha superato per la prima volta la soglia dei 90 dollari l’oncia (+3,5% circa in mattinata, +27% dall’inizio dell’anno), toccando un massimo intraday a 91,5535 dollari, mentre l’oro spot, dopo aver toccato un massimo storico di 4.639,42 dollari all’inizio della seduta, adesso viaggia in rialzo dell’1,02% a 4.633,73 dollari.
Cosa c’è dietro il rally
A sostenere i prezzi contribuiscono dati sull’inflazione statunitense di dicembre risultati inferiori alle attese — anche se distorti dal prolungato shutdown federale — e le crescenti scommesse del mercato su ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nella seconda parte dell’anno.
Sul fronte politico, il possibile avvio di un procedimento penale nei confronti del presidente della Fed, Jerome Powell, ha riacceso i timori sull’indipendenza della banca centrale. Preoccupazioni condivise da numerosi banchieri centrali a livello globale e da esponenti di primo piano di Wall Street, secondo cui un simile scenario rischierebbe di minare la credibilità della politica monetaria statunitense.
A rafforzare la domanda di beni rifugio contribuisce anche un contesto geopolitico sempre più instabile: dalla cattura del leader venezuelano da parte degli Stati Uniti alle nuove tensioni su Groenlandia e Iran, fino alle proteste violente che minacciano l’equilibrio politico di Teheran. In questo quadro, Citigroup ha rivisto al rialzo le previsioni a tre mesi, portando i target a 5.000 dollari l’oncia per l’oro e a 100 dollari per l’argento.
Le previsioni degli analisti
In questo contesto, Citigroup ha rivisto al rialzo le proprie previsioni a tre mesi, portando il target dell’oro a 5.000 dollari l’oncia e quello dell’argento a 100 dollari. Una revisione che riflette la forza dei flussi di investimento e il mutato equilibrio tra rischio e sicurezza percepito dagli operatori.
Secondo Hao Hong, chief investment officer di Lotus Asset Management, l’argento sta beneficiando di una più ampia rotazione degli investitori verso le materie prime. Il rally, ha sottolineato, “sembra avere ancora molto spazio per proseguire”, con prezzi che potrebbero arrivare fino a 150 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.
Il metallo bianco aveva già sovraperformato l’oro nel 2025, registrando un rialzo del 150%, sostenuto da una persistente scarsità dell’offerta sul mercato londinese e da un’intensa attività speculativa. A questi fattori si aggiunge ora l’attesa per l’esito dell’indagine statunitense ai sensi della Section 232, che potrebbe sfociare nell’introduzione di dazi sulle importazioni di argento.
Il timore di nuove tariffe ha già avuto effetti concreti sui flussi fisici del metallo.
“La paura di dazi sull’argento ha portato grandi quantità di metallo a rimanere bloccate negli Stati Uniti, limitando i flussi verso il mercato globale”, ha spiegato Liu Shiyao, analista di Zijin Tianfeng Futures.
Nel frattempo, l’interesse degli investitori resta elevato. I volumi di scambio sui mercati dei future, sia sul Comex sia sulla Shanghai Futures Exchange, si mantengono su livelli sostenuti dalla fine di dicembre, segnalando una partecipazione ampia e diffusa, dal mercato asiatico a quello statunitense.
Secondo David Pascucci, Market Analyst di XTB, l’argento mostra un trend fortissimo al rialzo che “di fatto non mostra segnali di debolezza evidenti”. Tuttavia, fa notare l’esperto, “il problema di questo trend risiede nell‘aumento della volatilitá sui massimi, un vero e proprio segnale di potenziale debolezza futura. L’aumento di volatilitá, ossia delle oscillazioni dei prezzi in termini percentuali, indica che il mercato fa fatica a trovare compratori e venditori sugli stessi prezzi, il mercato si comporta come “poco liquido” di conseguenza diventa un mercato difficile da gestire in termini di rischio. Le oscillazioni recenti su base settimanale ne sono la prova, dai minimi ai massimi delle ultime due settimane, quindi da lunedí 5 gennaio, vediamo un rialzo dell’argento di oltre il 25%. Questi movimenti sono del tutto anomali in un mercato sano”.