AREA EURO: TASSI IN DISCESA SU TUTTA LA CURVA

31 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva a fronte di un pesante calo dei listini azionari. Gli indicatori di fiducia dell’area Euro continuano a mantenersi su valori bassi. I dati di marzo hanno infatti evidenziato un peggioramento rispetto a febbraio con un calo di tutte le sottocomponenti ed in particolare di quella relativa alle condizioni economiche future. In Spagna i prezzi al consumo armonizzati di marzo per la prima volta dal 1997 hanno registrato un tendenziale negativo. Il dato unito al rallentamento tedesco lascia pensare ad un dato al di sotto dell’1% anche per quello dell’intera area in calendario per oggi. Si alternano le dichiarazioni di vari esponenti del mondo economico sulla riunione del G20 di giovedì. Un funzionario tedesco ha dichiarato che non prevede che verranno chiesti nuovi pacchetti di stimolo all’economia, confermando quanto già dichiarato dalla Merkel che si è detta fortemente contraria a nuovi aiuti economici. Sul mercato automobilistico l’accordo Fiat-Chrysler ha ricevuto il benestare del presidente Obama che si è detto pronto a concedere alla casa automobilistica 6 Mld$ ad accordo concluso. Ieri Trichet ha dichiarato che al momento la Bce non ha deciso nulla riguardo ad un eventuale acquisto di corporate bond, ma se e quando lo farà lo renderà pubblico. L’agenzia di rating S&P ha ridotto il rating dell’Ungheria a BBB– da BBB e quello dell’Irlanda a AA+ da AAA con outlook negativo per entrambi i paesi.


Oggi gli operatori presteranno attenzione ai dati sui prezzi al consumo oltre che a notizie provenienti dal mondo corporate ed in particolare dal settore automobilistico. Negli Usa si è assistito ad un calo dei tassi di mercato sulla scia del marcato ribasso delle borse causato dalla bocciatura dei piani presentati dai produttori di auto Usa. Tra i settori più penalizzati in borsa segnaliamo il comparto finanziario ed industriale, con Gm che ha perso il 25%.

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Il presidente Obama ha bocciato i piani di ristrutturazione presentati da GM e Chrysler. Ha offerto 60 giorni a GM per presentare un nuovo piano completo (che includa la riduzione del debito, tagli nel costo del lavoro e nell’assistenza sanitaria, ecc) per dare agli americani fiducia nelle prospettive del settore. A Chrysler ha offerto 30 giorni per raggiungere un accordo accettabile con Fiat. Nel caso non ci fossero nuovi sviluppi ben visti dalla Casa Bianca, la soluzione per affrontare la crisi sarà l’amministrazione controllata. Secondo il Wsj potrebbe essere creata una ‘bad company’ nella quale far affluire gli elevati oneri delle due società. La ‘good company’ di Gm conterrebbe i marchi come Chevrolet e Cadillac e rimarrebbe una società indipendente, mentre la parte equity della ‘good company’ di Chrysler sarebbe venduta a Fiat, ammesso che venga raggiunto un accordo con la società. Oggi la giornata è ricca di dati macro. Tra i principali segnaliamo i prezzi delle abitazioni di gennaio e la fiducia dei consumatori di marzo. Sul decennale il supporto si colloca al 2,65%.


Valute: le tensioni sui mercati finanziari di ieri hanno dato luogo ad un apprezzamento del Dollaro verso Euro, con il cross che si è portato fino all’area di supporto collocata in prossimità di 1,31. Nel corso della notte si è assistito ad un recupero dell’Euro, con il cross che nel breve trova una piccola resistenza a 1,3275. Nonostante il calo della borsa giapponese, lo Yen si è deprezzato verso Euro tornando in prossimità della resistenza 130,35. Al di sopra di tale livello la resistenza di riferimento si colloca a 134,50. Intanto in Giappone il primo ministro Aso oggi illustrerà il nuovo piano di stimolo economico prima di recarsi a Londra per il G20.


Materie Prime: ancora un’ennesima giornata negativa per le materie prime con poche eccezioni come ad esempio il cotone (+2,4%) ed il grano (+1%). Quest’ultimo era stato però molto penalizzato la settimana scorsa. Pesante il greggio Wti tornato sotto soglia 50$/barile, penalizzato dalla bocciatura dei piani presentati da GM e Chrysler. Tra gli industriali particolarmente negativo il rame (-3,5%), mentre tra i preziosi calano oro (-0,8%) ed argento (-1,7%).

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