AREA EURO ALLE PRESE (ANCHE) CON TIMORI SU INFLAZIONE

16 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: la Grecia e le trimestrali in Usa hanno condizionato l’andamento dei mercati di ieri. Lo spread sul decennale Grecia-Germania rimane sopra i 400 pb, mentre quello Italia-Germania è rimasto fermo a 84 pb.

Il ministro delle finanze greco ha inviato una lettera alla commissione europea in cui ha richiesto un incontro con la commissione, la Bce ed il Fmi per discutere del programma di aiuti pluriennale. Ricordiamo che non è ancora stato fissato l’ammontare che il Fmi dovrebbe erogare alla Grecia.

Secondo un portavoce del Fmi, qualora Atene richiedesse più di 3 Mld€, ovvero circa il triplo della sua quota, il tasso di interesse applicato sarebbe del 3,26%.

Secondo quanto riportato da Reuters, Morgan Stanley guiderà la sottoscrizione dell’emissione di bond in dollari della Grecia. Il roadshow di presentazione partirà dopo il 20 aprile.

Aumentano i timori di un rialzo dell’inflazione in area Euro. Ieri il membro della Bce, Stark, ha dichiarato che vi sono rischi al rialzo dell’inflazione, guidati principalmente dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dall’elevata crescita economica dei paesi asiatici. Gli elevati deficit potrebbero contribuire ad aumentare le aspettative di inflazione.

Allo stesso tempo ha dichiarato che nel breve termine potrebbe essere eliminato il tasso fisso per le operazioni di rifinanziamento ad una settimana. Stark infine si è mostrato contrario a mantenere i tassi bassi per un lungo periodo di tempo, in quanto questo potrebbe condizionare negativamente i mercati finanziari.

Negli Usa tassi di mercato in calo arrivando a toccare nuovamente la soglia dell’1% sul comparto biennale. I listini azionari hanno chiuso sostanzialmente invariati. Tuttavia è continuata la buona performance del comparto dei semiconduttori: il relativo indice Sox ha raggiunto infatti il nuovo massimo dalla metà del 2008.

A fine seduta sono stati accolti negativamente i dati trimestrali di Google che ha perso circa il 4%. Sul fronte Fed di rilievo le dichiarazioni della Yellen, principale candidato alla successione nella carica di vice presidente, secondo cui l’economia è sul giusto sentiero di ripresa pur rimanendo ancora diversi segnali di fragilità di tale recupero.

La Yellen ha ribadito di essere favorevole al mantenimento dell’impegno a favore di tassi bassi per un periodo esteso di tempo dal momento che “l’economia continua a permanere ben al di sotto del suo livello di crescita potenziale, l’inflazione è sotto controllo e queste condizioni rimarranno probabilmente per un certo tempo”. Lo stesso esponente della Fed infine si è spinto a ipotizzare una crescita del 3,5% e del 4,5% rispettivamente per il 2010 ed il 2011.

Sul fronte macro sono arrivate ancora conferme positive dal lato della produzione industriale di marzo che lascia ipotizzare una crescita annualizzata del Pil nel primo trimestre almeno intorno al 4%. Positivo anche il recupero della fiducia dei costruttori nello stesso mese.

Segnaliamo come questa mattina abbiano chiuso in negativo i principali listini asiatici sulla scia dell’inasprimento di alcune misure cinesi sul fronte immobiliare per cercare di arginarne l’eccessivo rialzo dei prezzi. Inoltre prosegue l’interesse degli investitori per le obbligazioni governative dei paesi emergenti. L’indice Embi+ ha infatti registrato i minimi da fine 2007.

Valute: euro si spinge a 1,3550 verso dollaro, sulla scia sempre della crisi greca. Ribadiamo nel breve il supporto a quota 1,3460. L’euro si è deprezzato anche nei confronti dello yen a causa delle tensioni legate alla vicenda greca. Sul cross il supporto si colloca in prossimità di area 125-124,80, con il successivo collocato intorno a 123,40.

Materie Prime: l’apprezzamento del dollaro ha penalizzato il comparto energetico guidato dal gas naturale (-5,1%). Contrastati i metalli industriali ed i preziosi. Tra gli agricoli torna a scendere lo zucchero (-3,9%). In rialzo il grano (+1,2%) su probabili ricoperture di fondi che avevano puntato su un ribasso delle quotazioni.

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