Apple: il trimestre migliore di Cook, grazie all’iPhone e alla Cina

23 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il punto di riferimento della crescita di Apple si chiama ancora una volta iPhone. Nel secondo trimestre del 2014 gli utili sono cresciuti e hanno battuto le stime del mercato, guidati dalla maxi vendita dei due modelli 5S e 5C. Ma a far salire il colosso californiano sono state anche le vendite in Cina, aumentate del 48% soprattutto dopo l’accordo con China Mobile, il principale operatore del Paese con 753 milioni di abbonati.

Nel dettaglio nel terzo trimestre fiscale (terminato il 28 giugno scorso) gli utili netti di Apple sono arrivati a 7,75 miliardi di dollari, in crescita del 12,3% dai 6,99 miliardi dell’anno prima. I numeri hanno battuto il consensus fissato a 7,49 miliardi di dollari.

Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono di 1,28 dollari per azione da 1,07 dollari del 2013, le stime dello scorso anno sono state aggiustate in luce del recente split azionario (7 a 1).

Cupertino ha messo a segno ricavi per 37,43 miliardi di dollari, in rialzo el 6% rispetto ai 35,32 miliardi messi a segno nello stesso trimestre del 2013. Tuttavia non ha battuto le stime del mercato che si aspettava 37,99 miliardi. I margini lordi si sono attestati al 39,4% dal 36,9% dello scorso anno, il gruppo si aspettava una cifra compresa tra il 37 e il 38%.

“Questo è il trimestre migliore da quando sono diventato amministratore delegato”, ha detto la guida di Cupertino, Tim Cook nella conference call che ha seguito la pubblicazione dei conti. “I Paesi Bric sono stati incredibili”, ha continuato Cook facendo riferimento alle ottime performance del gruppo in Cina.

Facendo riferimento ai prodotti, la società fondata da Steve Jobs ha venduto 35,2 milioni, +12,7% rispetto ai 31,2 milioni di pezzi dello stesso periodo dell’anno prima. Il mercato tuttavia si aspettava 35,9 milioni di iPhone venduti. Gli smartphone hanno generato ricavi per 19,75 miliardi di dollari. Una crescita a doppia cifra per il secondo trimestre di fila. Unica nota dolente iPad, anche se Cook ha detto di non essere preoccupato dalla diminuzione delle vendite che sono scese del 9,2%, segnando il secondo calo di fila dopo la discesa del primo trimestre dell’anno. Apple ha venduto 13,28 milioni di iPad da 14,6 milioni dello scorso anno: gli analisti si aspettavano 14,4 milioni di unità. IPad ha generato ricavi per 5,88 miliardi di dollari contro i 6,37 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Le vendite di computer Mac sono invece cresciute del 17,6% a 4,4 milioni di unità. Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo trimestre il gruppo si attende ricavi nell’intervallo 37-40 miliardi di dollari, con il consensus fissato a 40,44 miliardi di dollari. Ma quello che il mercato si attende è l’arrivo di nuovi prodotti visto che da dalla morte di Steve Jobs il colosso non ha più fatto grandi rivoluzioni. In particolare gli occhi sono puntati su un possibile smartwatch che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno: un importante banco di prova per capire se Apple è ancora in grado di guidare e cambiare il mercato.

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo guadagnava lo 0,83% a 94,72 dollari per azione. Nell’after-hours è arrivato a perdere lo 0,3% sull’onda dell’outlook per il trimestre in corso, inferiore alle stime degli analisti.

Come da attese gli utili trimestrali di Microsoft sono stati frenati dalle attività di telefonia mobile di Nokia, acquisite lo scorso aprile. Tuttavia il gruppo continua ad andare bene nelle sue attività core come il software.

Nel periodo terminato lo scorso 30 giugno, il gruppo informatico ha messo a segno utili netti da 4,61 miliardi di dollari, in calo dai 4,97 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

L’effetto Nokia è stato di 692 milioni. In termini di utile per azione, il dato è passato a 55 centesimi, meno dei 60 previsti dagli analisti. Al netto di voci straordinarie – esclusa anche Nokia – il dato è di 66 centesimi.

I ricavi sono saliti del 18% a 23,38 miliardi di dollari, più delle attese per 23 miliardi. Da segnalare gli introiti da pubblicità sul motore di ricerca Bing, aumentati del 40%, e quelli legati al cloud, balzati del 147%. Il giro d’affari dovuto alle licenze Windows ha visto un +11%.

I conti arrivano dopo l’annuncio della settimana scorsa di 18.000 esuberi nel corso del prossimo anno, il 14% della forza lavoro.

Il titolo ha chiuso la seduta di ieri invariato (-0,01%) a 44,83 dollari. Dopo i conti, diffusi a mercati chiusi, nell’after-hours ha ceduto inizialmente il 3% per poi recuperare terreno.

L’effetto Nokia è stato peggiore delle stime ma le attività principali del gruppo continuano a crescere.

L’amministratore delegato Satya Nadella, in carica da febbraio, deve valutare come rilanciare il business degli smartphone: le vendite di quelle a marchio Lumia (i telefoni di di Nokia) sono state pari a 5,8 milioni di pezzi. Per fare un confronto, nello stesso periodo Apple ha venduto 35,2 milioni di iPhone.
(TMNews)