ANTONVENETA
IN MANO A BPI
DA APRILE

di Redazione Wall Street Italia
25 Luglio 2005 11:33

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(WSI) – Quando si tenne l´assemblea del 30 aprile scorso, cioè quando Abn non aveva ancora lanciato l´ Opa ma aveva dichiarato ufficialmente che intendeva farlo, troppe azioni Antonveneta avevano cambiato proprietario. Per essere più precisi, secondo «l´Atto di accertamento» della Consob, il giorno dell´assise «l´assetto azionario di Antonveneta appariva già favorevole a Bpi». Mezza riga prima lo stesso “Atto” della Commissione – in base al quale venerdì scorso è arrivata al “concerto” tra Ricucci e la banca lodigiana – riportava che «… Bpi aveva assicurato a sé e a soggetti ad essa non sgraditi partecipazioni rilevanti ed antecedente all´inizio dell´ Opa di Abn».

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Una parte dei soggetti sono quelli del patto ormai ufficializzato tra Bpi, Gnutti, Lonati e Coppola; la novità sta invece nel nuovo patto accertato dalla Consob, tra Ricucci e Bpi. Un patto definito «bipolare» (cioè che non si va a sommare all´altro patto, anche se ha in comune un fulcro nevralgico, la Bpi) e che si basa, nell´accertamento della Commissione, su due elementi. Il primo riguarda i finanziamenti alla Garlsson, società con sede nelle Isole Vergini britanniche, che ha ricevuto 100 milioni di euro da Bpl Suisse a fronte di una fideiussione di pari importo da parte di Bpl (fideiussione deliberata dal Comitato esecutivo della Popolare di Lodi in data 17-2-2005); il secondo elemento è il ritrovamento di una bozza manoscritta dell´intervento di Magiste all´assemblea di Antonveneta; bozza trovata negli uffici della Lodi e materialmente scritta a mano «dal responsabile della segreteria dell´amministratore delegato della Bpi», si presume in una «redazione congiunta della nota da parte del signor Ricucci e collaboratori dell´amministratore delegato di Bpi».

In questo caso, come del resto per il finanziamento, la ricostruzione dei fatti (e le dichiarazioni degli interessati presso la Consob) è stata possibile grazie ai documenti acquisiti dalla Procura della Repubblica di Milano tra il 20 e il 25 giugno. Ebbene, incrociando documenti, dichiarazioni e quant´altro, la Consob è arrivata alla ragionevole certezza che «Magiste, tramite Garlsson, ha ricevuto da Bpl un finanziamento che, per importo, tempo intercorrente tra concessione del finanziamento e investimento, nonché modalità di rilascio, appare direttamente finalizzato all´acquisto di azioni Antonveneta», nonostante nelle note della pratica di fido fosse indicata come destinazione un´attività immobiliare.

Particolare curioso, dall´attività di ricostruzione è saltata fuori anche Rcs: con valuta 14 aprile, infatti, Garlsson ha spostato 5,1 milioni di azioni Antonveneta da Bpl Suisse «ad altro istituto di credito», a fronte di un trasferimento nel dossier titoli presso Bpl Suisse di 2,5 milioni di azioni Rcs.
La Commissione sottolinea come il finanziamento non sia mai stato dichiarato dalle parti, anche dietro specifiche richieste della Consob, se non dopo il sequestro dei documenti. La Commissione scrive inoltre che nel periodo novembre-aprile 2005 l´esposizione del gruppo Bpi nei confronti del gruppo Magiste «si è notevolmente incrementata (da 160 a 450 milioni di euro circa, a cui devono aggiungersi i 100 milioni concessi alla Garlsson)».

In conclusione, Ricucci ha acquistato azioni Antonveneta a partire dal periodo 10-14 gennaio 2005, poi ancora in febbraio (l´1,39%, tramite Bpl) e infine il 19 aprile, tramite Banca Intermobiliare, quando Ricucci ha acquistato gli ultimi pacchetti rilevanti (la Consob rileva che secondo la ricostruzione sui flussi di mercato due contratti di pari dimensioni erano stati messi in vendita quel giorno da due clienti della Bpi).

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