Anticipò la crisi del 2008, Shilling vede segnali di recessione: “mercato andrà giù del 18%”

19 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Gary Shilling, ex capo economista di Merrill Lynch, ha un talento quando di tratta di prevedere cambi di rotta dell’economia americana. Lo ha fatto con successo negli anni ’60, nel 1991. Lo stesso copione si è ripetuto con la crisi finanziaria del 2008, quando avvertì in tempi non sospetti che il boom immobiliare si sarebbe trasformato in una crisi. Shilling ci riprova ancora.

“Vedo una crisi economica a partire da quest’anno con una probabilità che si realizzi pari a due terzi”, ha scritto in un editoriale di Bloomberg News. “Gli indicatori di recessione sono numerosi.”

Shilling, attualmente portfolio manager e presidente di A. Gary Shilling & Co., cita  tra gli anticipatori di una nuova crisi economica, la curva dei rendimenti del Tesoro, vicina ad un’inversione, il sell-off azionario di dicembre, l’indebolimento del settore immobiliare e della spesa dei consumatori.

“Poi ci sono gli effetti del deterioramento delle economie europee e del rallentamento della crescita in Cina, così come la guerra commerciale del presidente Donald Trump”, ha detto Shilling.

Shilling non vede nessuna bolla importante nel breve termine anche se la prossima fase orso potrebbe, a suo dire, determinare un “declino correlato alla recessione” di circa il 18% dal livello di chiusura di venerdì scorso a Wall Street.

Ciò sicuramente  sarebbe ancora ben lontano dal calo del 78% del Nasdaq Composite durante la crisi della della bolla dot-com e della flessine del 48%  registrato dalla S & P 500 a metà degli anni ’70. Di sicuro rovinerebbe la festa a molti investitori.