Anima holding: raccolta netta negativa a gennaio

di Mariangela Tessa
8 Febbraio 2024 08:18

Parte con il piede sbagliato il 2024 di Anima. Il gestore patrimoniale italiano quotato su Euronext Milan, ha comunicato che la raccolta netta di risparmio gestito nel mese di gennaio 2024 (escluse le deleghe assicurative di ramo I) è stata negativa per 470 milioni di euro (+34 milioni di euro a gennaio 2023). A fine gennaio 2024, le masse gestite complessivamente dal gruppo risultavano pari a 191,3 miliardi di euro contro i 182,4 miliardi di euro un anno fa.

“Registriamo in gennaio un ottimo andamento della raccolta in prodotti Anima presso i clienti retail, pari a circa 200 milioni nel mese, in netto miglioramento rispetto al recente passato – ha commentato l’AD Alessandro Melzi d’Eril – Come nei mesi scorsi, questo trend è mascherato dalle fuoriuscite riguardanti i sottostanti di fondi Anima, un fenomeno vistoso ma per noi poco rilevante dal punto di vista della redditività”.

All’interno della raccolta netta, i fondi sottostanti a fondi segnano un -472 milioni di euro (vs -15 milioni di euro a gennaio 2023).

Come è andato il 2023

I dati sulla raccolta di gennaio arrivano all’indomani della pubblicazione dei risultati 2023, anno in cui sono stati incorporati i risultati della neo-acquisita Castello SGR dalla data di perfezionamento dell’acquisizione (19 luglio 2023). Nell’intero anno, la capogruppo ANIMA Holding ha registrato un utile netto pari a 170,2 milioni di euro in calo rispetto ai 263,7 milioni di euro nel 2022.  La società ha inoltre anticipato la distribuzione di un dividendo pari a 0,25 euro per ogni azione ordinaria , al lordo delle ritenute di legge pagabile a partire dal 22 maggio 2024 (con stacco cedola il 20 maggio 2024 e record date 21 maggio 2024).

Riportiamo di seguito i  principali risultati:

  •  raccolta netta è stata pari a -171 milioni di euro (-4,1 miliardi di euro comprendendo le deleghe assicurative di Ramo I);
  • il totale delle masse gestite a fine dicembre 2023 è salito a 191,5 miliardi di euro grazie al contributo di Castello SGR (3,8 miliardi di euro alla data di acquisizione) e alla positiva performance delle gestioni;
  • le commissioni nette di gestione sono state pari a 290,5 milioni di euro (+1% rispetto ai 289,0 milioni di euro del 2022, -2% a parità di perimetro) mentre Le commissioni di incentivo hanno raggiunto 34,9 milioni di euro (contro i 16,6 milioni di euro del 2022).
  • i ricavi totali sono saliti a 368,0 milioni di euro (in crescita del 7% rispetto ai 343,0 milioni di euro del 2022, +4% al netto di Castello SGR);
  • i costi operativi ordinari sono stati pari a 102,0 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto agli 87,7 milioni di euro del 2022: circa sette punti di incremento sono dovuti alla variazione di perimetro. Il rapporto fra costi e ricavi netti complessivi, escludendo da questi ultimi le commissioni di incentivo, si è attestato al 30,6%;
  • l’utile ante imposte ha raggiunto i 219,8 milioni di euro (in crescita del 19% rispetto ai 185,0 milioni di euro del 2022, +17% a parità di perimetro), mentre l’utile netto si è attestato a 149,3 milioni di euro (+24% rispetto ai 120,8 milioni di euro del 2022, +22% escludendo Castello SGR).
  • l’utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi o ricavi straordinari e/o non monetari fra i quali gli ammortamenti di intangibili a vita utile definita) è stato pari a 184,7 milioni di euro (+19% rispetto ai 155,7 milioni di euro del 2022, +17% a parità di perimetro).
  • posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2023 risulta negativa (debito netto) per 13,2 milioni di euro (rispetto ai 60,9 milioni di euro di debito netto alla fine dell’esercizio 2022) e riflette, in particolare, il pagamento di dividendi per 71 milioni di euro, il costo dell’acquisizione di Castello SGR pari a 62 milioni di euro, e 45 milioni di euro in acquisto di azioni proprie.

 

Mariangela Tessa | Wall Street Italia