Ancora rosso per Rbs, azionisti in rivolta

26 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ancora un bilancio in rosso, per l’ottavo anno di fila, per Royal Bank of Scotland (Rbs), quarta banca europea per attività e dodicesima al mondo che ha annunciato una perdita di 1,98 miliardi di sterline (circa 2,5 miliardi di euro) per il 2015. Un risultato che fa allontanare sempre di più i piani del governo britannico per privatizzarla.

La banca venne salvata dal governo britannico, che ne rilevò la maggioranza nella crisi finanziaria del 2008 e da allora ha sempre chiuso il bilancio in perdita.  L’ultima volta che Royal Bank of Scotland ha registrato un utile netto è stato nel 2007, quindi quasi 10 anni fa.

A zavorrare i conti di Rbs gli enormi oneri per ristrutturazione, contenziosi e condotta, che hanno pesato nel 2015 per 6,5 miliardi di sterline dei quali 2,5 miliardi solo nel quarto trimestre. “Prevediamo ulteriori sostanziali costi”, ha dichiarato il responsabile finanziario dell’istituto Ewen Stevenson, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Dopo un’apertura shock del -11%, le azioni dell’istituto scozzese sono riuscite a rimbalzare al momento, registrando una perdita del -7%. RBS ha anche comunicato che ci vorrà più tempo del previsto per ritornare al dividendo, poiché le dispute legali che si potrebbero aprire a breve con le autorità americane richiederebbero nuove coperture di capitale.

Come sottolinea la Bbc, la perdita è dovuta anche agli accantonamenti per le spese dovute a una serie di contenziosi legali ancora aperti tra cui quello negli Usa per i titoli legati ai mutui residenziali risalenti alla crisi finanziaria del 2008. A questo proposito, il Ceo Ross McEwan, ha spiegato che ci sono ancora parecchie dispute legali, dovute a precedenti comportamenti scorretti della banca, con cui la banca si deve ancora interfacciare. Per l’istituto scozzese – ha inoltre spiegato – si potrebbero aprire nuove questioni legali con le autorità statunitensi riguardo la vendita di mortgage-backed securities che potrebbe così rallentare il ritorno del dividendo previsto per il primo trimestre 2017.