Anche Portorico verso il default, a rischio mercato bond Usa

29 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non solo Grexit, o Brexit. Ora viene coniato anche il termine Prexit, che si riferisce a Porto rico, ufficialmente il Commonwealth di Portorico. Il governatore dell’isola caraibica Alejandro Garcia Padilla, ha detto chiaramente che lo stato non potrà pagare i suoi debiti, del valore di $72 miliardi: un’ammissione che, in un periodo in cui la Grecia sta facendo tremare i mercati globali, potrebbe aggiungere ulteriore tensione tra gli investitori.

Il governatore ha detto di aver bisogno di far uscire il paese “dalla spirale di morte”.

“Il debito non può essere pagato”, ha aggiunto Padilla, sottolineando: “Non ci sono altre opzioni. Vorrei davvero che ci fosse un’opzione più semplice. Questa non è politica, è matematica”.

Il NY Times ha parlato appunto di una “scioccante ammissione del governatore di un’isola di 3,6 milioni di persone, che ha ammassato più debiti sotto forma di emissione di bond municipali pro-capite rispetto a qualsiasi altro stato americano”.

Aumentano i timori dunque di una crisi sul mercato dei bond municipale, su cui di norma le città e gli stati Usa fanno affidamento per finanziarie le spese considerate più impellenti, come la costruzione di strade e di ospedali pubblici. Il mercato è stato già scosso dalle bancarotte di città come Detroit e Stockton, in California.

Il problema è che “Porto Rico, essendo un commonwealth, non ha l’opzione della bancarotta. Un default sui suoi debiti lascerebbe infatti probabilmente l’isola, i suoi creditori e i suoi residenti in un limbo finanziario e legale che, come la crisi del debito in Grecia (che comunque può fare default) potrebbe richiedere anni per essere risolto”. Padilla sta facendo però pressioni affinché venga approvata una proposta di legge che permetta alle società pubbliche, come utilities e agenzie per l’erogazione dell’acqua, di dichiarare bancarotta. (ricorso al cosiddetto Chapter 9).

Il governatore afferma intanto che i creditori devono “condividere i sacrifici” che sono stati già imposti ai residenti che vivono in una società già dilaniata da alti tassi di povertà e crimini. E che ora dovranno accollarsi gran parte degli aumenti delle tasse e dei tagli alle pensioni. (Lna)