ANCHE IN GERMANIA SCARSITA’ DI INFORMATICI

12 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il problema che sta vessando Silicon Valley – la carenza di lavoratori informatici – si e’ verificato anche nel cuore dell’Europa.

Nei prossimi tre anni la Germania rendera’ disponibili 20.000 permessi di lavoro nel tentativo di risolvere il problema del settore informatico, ma secondo la societa’ di ricerca Forrester, la soluzione e’ solo temporanea.

La Germania e’ al sesto posto in Europa per tasso di disoccupazione, con 4 milioni di persone senza lavoro, e allo stesso tempo non e’ in grado di collocare nessuna di queste nelle 75 mila posizioni disponibili nel campo della tecnologia dell’informazione.

Per ovviare alla carenza, il cancelliere Gerhard Schroeder ha annunciato un piano triennale che permette alle societa’ del settore di assumere 20 mila dipendenti non residenti nell’Unione Europea.

Con delle restrizioni, pero’.

Innanzitutto i tecnici stranieri possono rimanere nel Paese solo cinque anni e devono essere specialisti del settore: avere una laurea in IT (information technology) o avere una retribuzione ad alto livello.

Il governo rimarra’ in controllo della situazione e la distribuzione dei permessi di soggiorno e di lavoro verra’ effettuata, a partire dal mese di agosto, in collaborazione con la Camera di commercio, che cerchera’ di abbinare i dipendenti con la giusta posizione.

Il problema della carenza di lavoratori specializzati in tecnologia informatica, pero’, non verra’ che tamponato temporaneamente con queste misure.

Secondo gli esperti per produrre un’economia leader nella tecnologia il governo tedesco dovrebbe creare una legge sull’immigrazione che permetta un piu’ facile trasferimento dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie nel Paese.

Per rendere possibile l’offerta di incentivi finanziari da parte delle aziende, inoltre, dovrebbe essere modificata anche la tassazione corrente, per esempio per quanto riguarda la compensazione in “stock option”.

Un altro passo avanti sarebbe la riduzione della burocrazia e l’affidamento della ricerca di personale a aziende specializzate.

Soprattutto la Germania dovrebbe costruirsi una base per il reclutamento futuro dei tecnici.

Secondo un recente studio dal titolo ‘International Mathematics and Science’, il Paese e’ infatti al 13esimo posto dopo Paesi Bassi e Francia in termini di programmi educativi. Il governo dovrebbe quindi aumentare il budget per scuole e universita’ nel tentativo di fermare la fuga di cervelli all’estero.

Cosi’ come gli immigrati italiani e turchi degli anni sessanta hanno aiutato a ricostruire la Germania del dopoguerra, la seconda ondata di immigrati potrebbe trasformare il Paese in leader tecnologico, ma sono indispensabili notevoli cambiamenti per evitare che il flusso di nuovi immigrati crei un impatto disastroso sulla societa’.

L’apertura del mercato del lavoro portera’ infatti all’aumento del numero di immigrati benestanti che esigeranno una crescita dei diritti politici e il miglioramento dell’istruzione.

La classe operaia e i disoccupati verranno poi a competere con un gruppo di lavoratori stranieri piu’ qualificati e in una situazione economica migliore e il governo dovra’ concedere alle aziende facilitazioni e incentivi fiscali per la loro riqualificazione professionale.