ANALISTI DIVISI SUL FUTURO DEI TITOLI TECNOLOGICI

31 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’anno scorso l’indice Nasdaq e’ cresciuto dell’85% e questo ha significato enormi guadagni per i titoli tecnologici.

Ora l’indice e’ in ribasso del 4,5% per l’anno e alcuni titoli Internet, quali Amazon.com hanno perso quasi il 19% del valore.

Naturalmente tutti si chiedono quale sara’ il futuro del Nasdaq quest’anno, soprattutto dopo il mese di gennaio all’insegna della volatilita’.

Gli analisti sono divisi sulla risposta.
Vediamo l’opinione di un rialzista e di un ribassista, e le loro ragioni.

John Battipaglia di Gruntal dichiara che “i titoli tecnologici sono ancora abbordabili; il Nasdaq non e’ sopravvalutato e non siamo in clima di speculazione. Si deve solo essere selettivi”.

Per contro, Byron Wien di Morgan Stanley Dean Witter e’ dell’idea che i tecnologici siano troppo cari. “L’anno scorso commentavamo che questi titoli erano abbstanza sopravvalutati, ma li compravamo comunque; ora sono senza misura ed e’ meglio aspettare”.

John Battipaglia ritiene che il Nasdaq non sia sopravvalutato perche’, sebbene il livello sia circa 75 volte gli utili 2000, contro lo S&P 500 che tratta a 28 volte gli utili, i profitti delle aziende Nasdaq sono in crescita del 35-40%, mentre quelli S&P dovrebbero registrare un + 8-10%.

Secondo il rialzista, ci sono ancora titoli a buon mercato; si deve guardare alla relazione prezzo/utili e scegliere i titoli in cui questa e’ ancora modesta rispetto alla potenziale crescita della societa’.

“Grosse multinazionali quali Cisco (CSCO) continuano a riportare utili in crescita del 20,30,50% l’anno”, continua Battipaglia, “la loro crescita giustifica l’alto prezzo. A meno che non si provi che la loro crescita verra’ interrotta, per me quei titoli sono ancora abbordabili”.

“Alla fine queste societa’ raggiungeranno o supereranno gli utili previsti, creeranno sinergia con acquisizioni e fusioni e trarranno profitto dall’Internet. Per me,” conclude l’analista di Gruntal, “Intel (INTC) presenta buoni elementi fondamentali, meglio di U.S. Steel (USX), International Paper (IP) o General Motors (GM), pertanto sono dell’idea di investire di piu’ in questo tipo di societa’, non di meno”.

Byron Wien, invece, pensa che il settore tecnologico sia troppo caro, soprattutto dopo essere passato dall’8% dello S&P 500 al 30%.

“Ogni qual volta la porzione di mercato sale cosi’ tanto, gli investitori dovrebbero essere all’erta”, commenta, “potrebbe forse salire al 40% del mercato, ma i fondamentali devono essere abbastanza forti da giustificarlo”.

Le valutazioni, secondo il ribassista, sono a livelli estremi e anche quei titoli con buoni elementi fondamentali sono sopravvalutati.

Consiglia cosi’ di disinvestire un po’ e di puntare su altri settori, quali energia, servizi petroliferi, gestione ospedaliera e servizi finanziari.

“E’ vero che i tecnologici hanno forti elementi fondamentali, ma sono cresciuti a questi livelli sulla scia del momento. Gli investitori dovrebbero avere queste societa’ in portafoglio, ma non in modo predominante. Adesso e’ il momento di disinvestire e aspettare il momento giusto per rientrare”, conclude Wien.