Analista: con quota 100 in pensione i baby boomers

18 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Calcolando per eccesso sono all’incirca 660mila i beneficiari della quota 100  nel primo anno di applicazione. Lo prevede  una simulazione effettuata dalla società Tabula guidata da Stefano Patriarca. Il costo della misura previdenziale voluta dalla Lega costerebbe 13 miliardi di euro nel 2019 e 20 miliardi a regime.

Calcolando per difetto, dice la simulazione riportata da Il Sole 24 ore, i beneficiari potrebbero essere molti di meno, circa 350mila il primo anno con un costo di 8 miliardi e mezzo di euro e 11 miliardi a regime.

La simulazione si basa su due edizioni della proposta di quota 100: una più economica che prevede l’accesso alla pensione  con 62 anni di età e l’altra più onerosa invece che prevede la possibilità di uscire dal mondo del lavoro con 41,5 anni di contributi indipendentemente dall’età. Il numero di uscite in ogni caso è di gran lunga superiore a quelle stimate dall’Inps, ossia 153,541 ritiri anticipati.

I potenziali beneficiari? I baby boomers dice Giuliano Cazzola, giuslavorista esperto di previdenza.

“Questa misura riapre le porte del pensionamento di anzianità al baby boomers, ovvero a persone, in stragrande maggioranza maschi, residenti al Nord, entrati precocemente nel mercato del lavoro, rimasti in modo stabile e continuativo e in grado ora di aver accumulato un’anzianità di servizio a un’età da anziani/giovani.Si tratta di centinaia di migliaia di lavoratori che si aggiungono a quanti vanno generalmente in pensione anticipata ( in Italia, per quanto riguarda lo stock, nel mondo privato dipendente e autonomo sono 4,2 milioni per un onere di 90 miliardi l’anno a fronte dei 4,7 milioni di trattamenti di vecchiaia  per un ammontare di risorse praticamente pari alla metà”.

Nel Nord Italia si trovano, dice sempre la simulazione, più titolari delle pensioni di anzianità e in particolare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. In percentuale la metà dei titolari risiede al Nord per un rapporto di 1 uno cinque al Centro e il resto al Sud.