America: il disastro del debito

30 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Se si prendono quattro numeri – 2,2, 62,8, 454 e 5.900 – e li si analizza separatamente, non vogliono dire molto. Ma inserendoli nel contesto della situazione macro economica americana, rivelano quello che rischia seriamente di essere “un disastro del debito” nel paese.

1) 2,2% e’ il tasso di interesse medio sul debito del Tesoro degli Stati Uniti (dati di febbraio, i piu’ recenti a disposizione).

2) 62,8 mesi: e’ la scadenza media del debito del Tesoro (quarto trimestre 2011)

3) $454 miliardi: e’ la spesa per interessi sul debito pubblico nell’esercizio fiscale 2011, periodo che e’ si concluso il 30 settembre

4) $5.900 miliardi e’ l’ammontare complessivo del debito in scadenza nei prossimi cinque anni.

Per ora le cifre alle voci uno e due stanno aiutando il numero tre, ma allo stesso tempo creano un bel problema per il numero quattro. A meno che il Tesoro non intervenga, la somma di 1, 2 e 3 diventera’ passivita’, mentre il numero quattro ha il potenziale di far scoppiare una crisi. Piu’ severa di quella dell’area euro.

Il governo fa affidamento nei finanziamenti a breve termine con un duplice obiettivo. Tuttavia non vengono mai utilizzati per recare un effetto benefico a lungo raggio.

Aiutano a celare la profondita’ e gravita’ degli squilibri strutturali della nazione e mettono gli Usa nella posizione precaria di essere costretti a oltre il 71% del suo debito detenuto dai privati nei prossimi cinque anni, con ogni probabilita’ a tassi di interesse piu’ alti.

E’ questo il problema: nel breve termine Washington e’ piu’ dipendente dai finanziamenti rispetto ai paesi altamente indebitati come Lisbona, Atene, Madrid o Roma”, secondo quanto riferito a Bloomberg da Lawrence Goodman, presidente del Centro di Stabilita’ Finanziaria, un think-thank indipendente specializzato nei mercati finanziari.

Fortunatamente per loro, gli Usa, maggiore potenza economica al mondo, sono piu’ uguali degli altri.