Altro che tapering. Da Fed iniezione “eterna” di liquidità

25 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Altro che tapering. Sono sempre di più gli analisti che ritengono che la Fed, complici le conseguenze sull’economia americana prodotte dallo shutdown del governo federale, ci penserà un bel po’ prima di staccare la spina al programma di quantitative easing (ovvero di stimoli economici lanciati attraverso una politica monetaria di tipo espansivo).

Una delle ultime dichiarazioni, a tal proposito, è stata rilasciata da Marc Faber, guru ribassista di Wall Street, che ha detto: “La domanda non deve essere sul tapering. La domanda è fino a quale punto (la Fed) aumenterà l’acquisto di asset, fino a $150 miliardi, $200 miliardi, o $1.000 miliardi al mese”.

A suo avviso, i mercati si stanno concentrando troppo sul “tapering”, ovvero sull’eventuale decisione di Ben Bernanke di ridurre gli acquisti di Treasuries e titoli legati ai mutui per un valore di $85 miliardi al mese; acquisti che finora hanno permesso all’azionario di segnare corposi rialzi con l’iniezione di massicce iniezione di liquidità-droga.

Arriva anche il report di Société Générale: “sebbene riteniamo che ci sia una probabilità molto bassa che il Fomc (braccio di politica monetaria della Fed) aumenti nel suo meeting di ottobre l’acquisto di asset, questa non è una possibilità che possiamo ignorare”.

In questo caso, secondo la banca francese, lo scenario potrebbe essere quello di un rally della curva dei Treasuries, con rendimenti a lungo termine (decennali) che tornano al 2%, una nuova distruzione della liquidità e acquisti sui mercati azionari, del credito ed emergenti.

Tuttavia, non mancano in questa previsione alcuni effetti collaterali; intanto, “i mercati potrebbero intendere che la Fed si stia focalizzando su un quadro dell’economia molto negativo; aumenterebbe poi la percezione del rischio di bolle di asset in diversi segmenti di mercato. E la Fed potrebbe soffrire anche un calo di credibilità”.

SocGen crede comunque che esiste una probabilità del 50% che la Fed, la prossima settimana, non faccia alcun annuncio, suggerendo che il tapering – riduzione acquisti di asset – possa avvenire nei prossimi sei mesi. In questo caso, i tassi sui Treasuries potrebbero oscillare attorno al 2,40% fino a novembre. Un possibile sell off dei Treasuries – con aumento dei rendimenti – potrebbe verificarsi a dicembre, nel caso in cui i dati economici migliorassero.

La probabilità che la Fed annunci invece che gli acquisti di asset possano essere ridotti o aumentati + del 40%.

Probabilità che la Fed annunci un aumento degli acquisti di asset, del valore di $10-20 miliardi a ottobre è per SocGen del 10%.