Altro che Lehman. Default Usa, “apocalisse finanziaria”

8 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Altro che crack di Lehman Brothers. In un articolo dal titolo più che eloquente, “A U.S. Default Seen as Catastrophe Dwarfing Lehman’s Fall” pubblicato su Bloomberg, Yalman Onaran scrive come l’eventuale default degli Stati Uniti avrebbe conseguenze decisamente peggiori rispetto al disastro finanziario nato poco più di cinque anni fa dal collasso di Lehman, rivelandosi una calamità economica mai vista al mondo.

Il fallimento dell’economia “devasterà i mercati azionari dal Brasile a Zurigo, congelerà il meccanismo di $5.000 miliardi per quegli investitori che puntano sui Treasuries, porterà alle stelle i costi di finanziamento per miliardi di persone e aziende, metterà KO il dollaro e porterà gli Stati Uniti e le economie di tutto il mondo in una recessione che probabilmente diventerà depressione”.

Una sorta di “apocalisse finanziaria”, insomma. Il disastro Lehman apparirà cosa da poco al confronto.

I numeri, a tal proposito, parlano chiaro: il debito governativo Usa in circolazione e non rimborsato, pari a $12.000 miliardi, è 23 volte i $517 miliardi dei debiti che Lehman avrebbe dovuto onorare quando fece richiesta di bancarotta, il 15 settembre del 2008.

Mentre la situazione si fa sempre più grave, l’oracolo di Omaha Warren Buffett ha chiesto ai politici americani di smettere di utilizzare il limite sul debito come un’arma nei loro scontri.

“Sarebbe come una bomba nucleare, terribile da utilizzare”, ha detto in una intervista pubblicata da Fortune Magazine. E James Corman, amministratore delegato di Morgan Stanley, ha parlato di “conseguenze inaccettabili” di un default.

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