Alta tensione: spread Btp/Bund sale a 197 pb. Occhio al Belgio

10 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Tassi di interesse: in area Euro la sessione di venerdì si è conclusa con tassi in calo sia sul comparto governativo sia su quello swap. Sul monetario il tasso Euribor tre mesi per il quarto giorno consecutivo è rimasto sotto l’1%, mentre il tasso Eonia swap di pari scadenza è rimasto intorno allo 0,6%. In rialzo invece gli spread sui periferici.

L’allargamento degli spread periferici sta continuando anche in mattinata con il differenziale Italia-Germania che si è portato a 197 pb, quello spagnolo in prossimità dei 270 pb e quello portoghese a 435 pb. Secondo un articolo pubblicato da Der Spiegel on line, Francia e Germania avrebbero messo a punto un piano per convincere il Portogallo a chiedere gli aiuti del fondo di emergenza europeo.

Il ministro delle Finanze tedesco ha però smentito queste voci. Smentite sono giunte anche dal portavoce degli Affari Economici e Monetari dell’Ue. Aumentano le tensioni in Belgio, gravato oltre che dal debito anche da una perdurante instabilità politica.

Il paese infatti è l’unico membro dell’area Euro a non avere un governo. Questa sarà una settimana densa di aste, in particolare mercoledì e giovedì andranno sul mercato i titoli portoghesi e spagnoli. Sul fronte macro segnaliamo il calo della produzione industriale tedesca di novembre che ha visto una penalizzazione di tutti i comparti ed in particolare dei beni durevoli e capitali. In controtendenza invece il dato francese, che ha registrato un rialzo superiore al consensus di Bloomberg.

Negli Usa tassi di mercato in calo dopo i dati sul mercato del lavoro di dicembre risultati inferiori alle attese. Il numero di posti di lavoro creati nel settore non agricolo si è attestato a 103.000 unità, con un calo del tasso di disoccupazione (da 9,8% a 9,4%) dovuto in buona misura d un calo della forza lavoro. Non a caso il tasso di partecipazione (ossia il rapporto tra persone occupate rispetto a quelle considerate in età lavorativa) è arrivato al 64,3%, minimo da 26 anni.

Inoltre la percentuale di disoccupati per un periodo superiore a sei mesi (dato spesso citato da Bernanke) è tornata al 44,3%, massimo dallo scorso luglio. Non a caso il governatore della Fed, nel corso di un’audizione al Senato tenutasi poco dopo la pubblicazione del dato, ha dichiarato che il tenore del dato è risultato sostanzialmente in linea con le attese della Fed, aggiungendo che a suo avviso potrebbero essere necessari 4-5 anni per avere una normalizzazione del mercato del lavoro.

In questo modo Bernanke ha difeso la decisione di implementare una seconda fase di easing quantitativo. A supporto del QE2 Fed sono arrivate anche le dichiarazioni del vicepresidente Yellen, che, citando un recente paper della Fed, ha stimato in 1,8 milioni i posti di lavoro salvati dal QE1, ipotizzando un recupero di ulteriori 1,2 milioni di posti di lavoro entro il 2012 grazie al QE2.

A difesa del QE2 infine sono arrivate anche le dichiarazione del membro votante Duke, oltre a quelle del neo membro votante Evans che si è anche dichiarato aperto all’ipotesi di espansione del QE2. Tali dichiarazioni sono state anche accomunate dalla giustificazione del rialzo dei tassi Treasury ricollegabile al miglioramento della percezione dello scenario macro. In settimana sono attesi i dati su inflazione e vendite al dettaglio di dicembre. Inizia la stagione delle trimestrali con i dati di Alcoa di oggi.

Valute: euro in deprezzamento vs dollaro in seguito al riacuirsi delle tensioni sul tema rischio sovrano, focalizzato in questo momento soprattutto sul caso Portogallo. Le posizioni degli speculatori fornite dal CFTC allo scorso martedì, fotografano un posizionamento lievemente a favore del dollaro, con ampi margini di ampliamento di tale posizione nel caso di ulteriori tensioni in area Euro.

Di conseguenza nei prossimi giorni, in presenza di importanti e corpose emissioni nell’area, il cross potrebbe spingersi fino all’importante supporto di area 1,28, pari a circa la metà del ritracciamento dai minimi dello scorso giugno. Sul fronte asiatico da segnalare che l’avanzo commerciale cinese di dicembre è risultato nettamente inferiore alle attese, un dato che però potrebbe ricollegarsi all’incontro tra Obama ed il presidente cinese il prossimo 19 gennaio. Vs Yen il primo supporto si colloca a 106,70.

Materie Prime: venerdì chiusura ancora negativa per le principali commodity. In ribasso gli energetici con il greggio Wti che perde lo 0,4% chiudendo la settimana poco sopra gli 88 $/b. In calo anche i preziosi con l’argento che chiude a -1,5% e l’oro (-0,2%) a 1368 $/oncia. Andamento misto per gli agricoli. Negativi grano (-1,9%), mais (-1,2%) e caffè (-1%), mentre chiudono in rialzo lo zucchero (+4,3%), a causa di probabili ritardi nelle esportazioni, e il cacao (+0,7%). In calo invece i metalli industriali.

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