ALLARME ROSSO: SPREAD NEGATIVO SUI TASSI

9 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – In settimana in area Euro sono attesi i dati finali sui prezzi al consumo di maggio e del Pil italiano del primo trimestre. Da monitorare anche la produzione industriale italiana e dell’intera area di aprile.


Tassi di interesse: in area Euro la settimana si è conclusa con tassi contrastati. In particolare sono saliti i tassi sulla parte a breve e medio termine della curva, mentre sono scesi sul lungo termine, portando lo spread sul 2-10 anni a -15 pb. In mattinata il differenziale negativo è giunto in prossimità dei 40 pb, il massimo dal lancio dell’euro nel 1999 e pari al doppio di quello che si registrò negli Usa tra il 2006 ed il 2007. Prolungate fasi di pendenza negativa della curva dei tassi in genere sono state in passato il preludio di fasi di forte rallentamento o anche recessive.

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Sul mercato monetario i tassi a breve sono saliti dopo le parole di Trichet successive alla conferenza stampa. In particolare il tasso Euribor tre è stato fissato a 4,97% da 4,87% del giorno precedente, il massimo da sette anni.

Atteso il discorso di Trichet di questa sera per verificare se effettivamente il capo della Bce confermerà il rialzo dei tassi nella riunione di luglio. Il mercato al momento sconta due rialzi da 25 pb entro fine anno. Sul decennale il supporto si colloca a 4,29%.

Negli Usa forte calo dei tassi di mercato che ha interessato in modo pressoché uniforme tutta la curva, in seguito al pesante calo dei mercati azionari in conseguenza principalmente delle forti perdite del settore finanziario. L’attenzione degli operatori ritorna sui problemi di bilancio delle banche in vista di importanti trimestrali a partire da metà mese, prima fra tutte quella di Lehman che questa settimana potrebbe procedere ad un aumento di capitale di oltre 5 Mld$.

Si tratta di un ammontare considerevole se si tiene conto del fatto che la banca Usa al momento capitalizza circa 18Mld$. Il motivo di preoccupazione è sempre legato a svalutazioni collegate a titoli a loro volta aventi come collaterali mutui. FT riporta oggi come la seconda ondata di tensioni sui mercati finanziari potrebbe ricollegarsi ai c.d. home equity loans, ossia prestiti con durata generalmente inferiore a quella dei mutui effettuati offrendo come garanzia la casa.

Il tema interesserebbe soprattutto le banche regionali Usa. L’ammontare totale degli home equity loans stimato dalla Federal Deposit Insurance Corporation Usa, ammonterebbe ad oltre 600Mld$. Sul fronte macro si è registrata una forte accelerazione del tasso di disoccupazione che a maggio è balzato al 5,5% dal 5%. Per il quinto mese consecutivo inoltre si è registrata una perdita di posti di lavoro. In settimana, possibile un riposizionamento del tasso decennale verso area 3,75%.

Valute: forte deprezzamento del Dollaro vs. Euro in seguito ad i negativi dati Usa sul mercato del lavoro ed alle rinnovate tensioni sul comparto finanziario. Gli operatori speculativi presentano nuovamente posizioni nette combinate che puntano ad un apprezzamento del biglietto verde vs. Euro. Al momento pesano ancora le dichiarazioni di Trichet in merito ad un possibile rialzo dei tassi a luglio. La rottura della resistenza in area 1,5820 propone come livello successivo di resistenza 1,59.

Yen in recupero vs. Dollaro dopo le forti perdite anche delle borse asiatiche. Il primo livello di resistenza importante si colloca a 105,85 e successivamente 106,50. La rottura della resistenza vs Euro in corrispondenza di 164,50, sta comportando invece un forte deprezzamento dello Yen vs. Euro. La forza dell’Euro più che bilancia al momento la consueta tendenza all’apprezzamento dello Yen in presenza di forti cali dei listini azionari. L’area di resistenza rilevante si colloca tra 166,50 e 167,50.

Materie Prime: il greggio Wti raggiunge il suo nuovo massimo oltre i 139$/bar, chiudendo la settimana a 138,5$/bar. L’aumento, di oltre 11$, rispetto a giovedì è da attribuirsi in parte a nuove tensioni in Iran ed in parte al forte deprezzamento del Dollaro. L’impennata è stata tale da causare una sospensione degli scambi dei future sul Nymex, un evento che non si verificava dal 1991. Gli aumenti del greggio, definiti ingiustificati dal ministro dell’energia saudita, sono stati presi in considerazione anche durante il G8 di sabato, invitando i paesi produttori ad un incremento della produzione. Chiusura di settimana in positivo per le altre materie prime ad eccezione del nickel che ha ceduto il 3,52% rispetto a giovedì.

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