Alla spicciolata al Colle, ma Napolitano va in vacanza

25 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un centinaio di parlamentari di M5S, Sel, Lega e gruppo misto di Camera e Senato sono saliti in corteo al Quirinale per chiedere di essere ricevuti dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano e protestare sulla “tagliola” decisa dalla maggioranza in merito al dibattito sulle riforme. Il corteo è partito da Palazzo Madama tra i flash delle macchine fotografiche, i cellulari alzati per riprendere con i video, i sorrisi e tanta curiosità di gente comune e turisti del centro di Roma.

“Siamo stati ricevuti dal Segretario generale Marra che ci ha assicurato che riferirà al Capo dello stato quanto detto. Abbiamo espresso le nostre perplessità” sulla tagliola imposta al Ddl costituzionale di riforma ed “abbiamo ottenuto attenzione”. Lo affermano Loredana De Petris di Sel in rappresentanza del Gruppo Misto, Vito Petrocelli di M5S e Gianmarco Centinaio della Lega dopo essere stati ricevuti al Quirinale in rappresentanza dei gruppi di opposizione.

Giorgio Napolitano è in partenza per la Val Fiscalina, sulle Dolomiti, dove gia’ l’anno scorso ha trascorso la prima parte delle ferie. Domani mattina, se il programma verrà confermato, il capo dello Stato dovrebbe arrivare a Bolzano per poi trasferirsi, insieme alla moglie Clio, a Moso di Sesto Pusteria. Come l’estate scorsa, si tratterà di un periodo di vacanza in forma strettamente privata, anche se Napolitano continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione politica. Il capo dello Stato dovrebbe trattenersi in Alto Adige fino all’8 agosto, per poi trascorrere una decina di giorni nella tenuta presidenziale di Castel Porziano. Il primo impegno ufficiale in agenda è previsto per i primi di settembre, ma non è escluso che Napolitano possa fare rientro nella Capitale prima della fine del mese di agosto.

Renzi, piaccia a no le facciamo – “In Italia c’è un gruppo di persone che dice “no!” da sempre. E noi, senza urlare, diciamo “sì!. Piaccia o non piaccia, le riforme le faremo!”. Così Matteo Renzi, in un’intervista apparsa sul Corriere.it, si dice determinato ad andare avanti.

Renzi, meglio voto palese ma non mi preoccupa – “Sarebbe più giusto avere un atteggiamento di serietà e votare alla luce del sole, era la posizione di tutti poi c’è chi ha cambiato idea…ma il voto segreto non mi preoccupa, la maggioranza terrà ma anche se va sotto si va alla Camera e si corregge”. Così Matteo Renzi nell’intervista a Alan Friedman.

“Noi siamo contro la dittatura della maggioranza ma siamo anche contro la dittatura della minoranza. Io vado avanti, non mollo, le riforme le facciamo” ha anche detto il premier.

“L’ostruzionismo è il tentativo di buttare tutto in aria ma con tutti gli strumenti del regolamento porteremo a casa le riforme. Gli strumenti regolamentari ci sono, Grasso decida se utilizzarli e come” ha continuato Renzi. “Grasso – ha aggiunto – è sopra le parti, abbiamo avuto una discussione sulla riforma ma oggi è presidente del Senato, anche lui in cuor suo condivide che davanti alle immagini dei senatori che frenano gli italiani mi dicono ‘vai avanti’. L’ostruzionismo è il più grande spot per parlare male del Senato”

“Il nostro auspicio è farcela entro Natale ma se tra sei mesi, a gennaio, non ci sarà stata la riforma del lavoro avranno avuto ragione i pessimisti. Io dico che le novità saranno evidenti e chiare” ha poi annunciato l’ex rottamatore.

Andare al voto anticipato? “Lo hanno detto Orfini, Giachetti e altri. Per me una cosa è dirlo e una cosa è farlo capire: noi ci arriviamo ma capisco che molti dei miei non ne possono più ma io dico: calma che ci arriviamo” a raggiungere i nostri obiettivi” ha sottolineato Renzi.

Grillo, Renzi sta uccidendo la democrazia

“I nostri ragazzi si stanno recando al Quirinale. Questo governo sta uccidendo la democrazia e affossando la costituzione. Noi non molliamo”. Lo scrive su Facebook e Twitter il leader del M5S Beppe Grillo mentre sul suo blog la protesta del 5S al Colle, dove si trovano assieme agli altri partiti di opposizione sulle riforme, viene seguita attraverso una diretta video.

“Entro l’otto agosto si vota con il contingentamento”. Lo afferma il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri al termine della capigruppo a Palazzo Madama sul ddl costituzionale sulle riforme.

Boschi, faremo referendum comunque, no alibi

“L’ultima parola sulle riforme sarà dei cittadini: referendum comunque! #noalibi”. Così il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, su twitter, conferma il referendum sulle riforme. La dichiarazione è stata ritwittata dal premier Renzi.

Grasso annuncia in aula decisione contingentamento

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha annunciato nell’aula del Senato la decisione della conferenza dei capigruppo di contingentamento dei tempi sulle riforme costituzionali. Grasso ha detto che i tempi complessivi ammonteranno a 115 ore. Di questi 8 saranno riservati per la presidenza e i relatori, 80 per le votazioni e 20 ripartiti tra i gruppo. Al Pd spetteranno 4 ore e 24 minuti, a Fi 2 ore e 50, a M5s 2 ore e 15, a Ncd 2 ore, al Gruppo Misto (a cui appartengono Sel e gli ex M5s) 1 ora e 45, a Scelta civica e a Pi 1 ora e 13. Inoltre 5 ore complessive saranno riservati a quanti parlano in dissenso dal proprio gruppo, anche in questo caso ripartiti in base alla consistenza dei gruppi: 1 ora al Pd, 40 minuti a Fi, 34 minuti a M5s, 30 minuti a Ncd, 26 al Gruppo Misto.

Sacconi, tutelare diritti maggioranza

“E’ doveroso tutelare insieme i diritti delle minoranze e quelli della maggioranza. Il contingentamento dei tempi consente a ciascuno di concentrare la quota a disposizione sui nodi ritenuti prioritari. Il tempo limitato di lavoro parlamentare permette quindi ancor più il reciproco ascolto e la ricerca di eventuali ulteriori condivisioni tanto quanto l’ostruzionismo ha fin qui rappresentato solo una inconcludente contrapposizione verbale”. Lo dichiara Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra, in una nota.

Zanda, 6.000 emendamenti Sel costretto a “tagliola”

“Noi vogliamo discutere della Costituzione e non contare gli emendamenti, e io mi ribello a questa mancanza di democrazia”. Lo ha detto il capogruppo del Pd in Senato Luigi Zanda, intervenendo in aula dove ha accusato Sel e i suoi 6.000 emendamenti ad aver “impedito il confronto” e “costretto” a prevedere il contingentamento dei tempi sulle riforme.

Vendola, tagliola? Non provino neanche pensarla

Parlare di tagliola sulle riforme costituzionali “è inimmaginabile. Spero che si tratti di uno scherzo, spero che non provino neanche a pensarla una cosa del genere, perché veramente questo ha una puzza insopportabile”. Lo afferma il leader di Sel, Nichi Vendola, interpellato sull’ipotesi ‘tagliola’ sugli emendamenti al ddl Boschi.

Sacconi, ritiro emendamenti o ci sarà tagliola

“O vengono ridotti drasticamente gli emendamenti entro il nove agosto o viene utilizzato l’articolo 55 del regolamento che regola i tempi di discussioni. In ogni caso la maggioranza è determinata a ottenere il voto sul ddl prima della pausa estiva”. Lo afferma il senatore Ncd Maurizio Sacconi a margine della capigruppo del Senato sul ddl riforme.

Boschi: disponibili ma con ritiro sostanzioso di emendamenti

“Il governo è disponibile ad approfondire nel merito alcuni punti, ma non soggiacendo al ricatto di 7.800 emendamenti. Se ci sarà un sostanzioso taglio, noi siamo disponibili”. Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi. “Il governo è sempre disponibile a migliorare il testo, ma non a stravolgerlo”, aveva detto poco prima il ministro bocciando l’ipotesi di un rinvio a settembre della approvazione da parte del Senato: “Andiamo avanti. Non è serio fare ostruzionismo in questo modo, ne va della dignità anche di questa istituzione”.

M5S, dalla maggioranza aut aut antidemocratico

Quello della maggioranza “è un aut aut. Stanno calpestando la democrazia. Sacconi parla di scadenze ma scadenze non ce ne sono. Vogliono semplicemente portare a casa una riforma che non ha senso”. Lo afferma il senatore del M5S Bruno Marton. Quanto alla riunione delle opposizioni, “decisioni ce ne sono ben poche. Vogliono che si ritirino tutti gli emendamenti – sottolinea – Possiamo andarcene a casa perché loro hanno deciso. Non c’è alcuna apertura”. (ANSA)