Alitalia, MPS e Ilva: tre spine per Draghi, le possibili soluzioni

18 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Tra i vari dossier che a stretto giro finiranno sul tavolo del Premier incaricato Mario Draghi troviamo Alitalia, Monte dei Paschi e l’ex Ilva. Quali le soluzioni che potrebbe adottare il nuovo Esecutivo?

Ex Ilva: la possibile soluzione

Proprio il dossier sull’Ilva di Taranto potrebbe diventare il primo banco di prova per il nuovo ministero della Transizione ecologica voluto da Mario Draghi. Di fronte al conto alla rovescia per lo spegnimento dei forni che scade il 14 aprile, al di là dell’annunciato ricorso al Consiglio di Stato, il governatore della Puglia Michele Emiliano non vede “alternativa alla decarbonizzazione degli impianti” se non “la chiusura”.

Ma la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria può diventare un rischio per la sicurezza con inevitabili ricadute economiche. Per questo  Confindustria e Federacciai lanciano l’allarme e chiedono di non fermare la produzione visto che in gioco non c’è solo lo stabilimento di Taranto ma il futuro della siderurgia in Italia.

Dossier MPS: le opzioni sul tavolo

Per quanto riguarda il destino della banca senese, le opzioni sul tavolo per l’uscita dello Stato (al 64,2%) dal capitale di Banca MPS sono quattro:

Secondo fonti interne al Tesoro, il Premier incaricato Mario Draghi si terrà molto probabilmente la delega agli Affari europei per gestire direttamente con Bruxelles i fondi del Recovery Plan e se fosse necessario anche il dossier Montepaschi. Come scrive AffariItaliani, “Draghi potrebbe giocare il jolly di andare a trattare direttamente con la vicepresidente Ue Margrethe Vestager per chiedere più tempo per la privatizzazione, superando la deadline del 31 dicembre 2021”.

Il destino di Alitalia

Infine per quanto riguarda il dossier Alitalia, come scrive il Corriere della Sera, il governo italiano potrebbe incorporare gli asset di Alitalia — che in ogni caso non avrebbe i soldi per restituire 1,3 miliardi di euro — e decidere di cederli alla newco senza più un bando di vendita come chiede l’Europa dal momento che all’orizzonte non si profila nessun altro interlocutore attendibile. In ogni caso, qualsiasi soluzione dovrà passare da  Bruxelles.