Alitalia: interviene il fondo sovrano italiano, la CDP

26 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Non solo Lufthansa, EasyJet-Air France e il fondo Cerberus. Nella contesa per Alitalia spunta l’ipotesi di un possibile contributo della Cassa Depositi e Prestiti, una sorta di “banca di Stato” controllata per l’83% dal Ministero dell’Economia e per il 17% da varie fondazioni bancarie.

A renderlo noto è stato il presidente del fondo sovrano italiano, Claudio Costamagna durante un’intervista concessa a Bloomberg TV a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

“Al momento Cdp non è coinvolta nel caso Alitalia, ma se un potenziale acquirente ci chiederà qualche sostegno siamo pronti a parlare a tutti. È un bene vedere che c’è molto interesse, e penso ci sarà un po’ di concorrenza”.

Intanto sul caso Alitalia torna a farsi sentire il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che è intervenuto nel corso della trasmissione Omnibus su La7.

“Così com’è da sola Alitalia non può sopravvivere. Il mio impegno a chiudere il dossier prima delle elezioni rimane. Quello che sta succedendo è che i potenziali acquirenti hanno rallentato rispetto a quello che avevamo prospettato con il ministro Delrio e cioé di chiudere prima. Paradossalmente io penso che sia più facile chiudere prima che dopo. Nel primo atto di un nuovo governo, se mai ci sarà, compiere la vendita di Alitalia è più complicato. Continuo ad impegnarmi perché questo accada. I potenziali acquirenti hanno mostrato particolare attenzione per il momento delle elezioni anche se la considera non una chiusura ma preoccupazione di non avere un quadro definito, comprensibile quando si fa una grande acquisizione”.

Obiettivo secondo il ministro è non disperdere i soldi degli italiani in merito alla gestione commissariale che non ha intaccato il prestito ponte, ha ancora 804 milioni in cassa e 100 milioni in garanzia.

“La sua durata però è imprevedibile e dipende dalla situazione, da quanto può crescere il prezzo del petrolio, dai flussi turistici. Il fatto che la gestione vada meglio che in passato non cambia le cose. Ribadisco: così com’è Alitalia da sola non può sopravvivere. Sta andando meglio ma bisogna venderla ad un vettore aereo che la potenzi. Ho fatto ieri il punto con i commissari e il mio impegno resta in tal senso, di chiudere prima del voto”.