Alitalia: flotta ridotta e pochi soldi in cassa. Ripartenza a rischio

4 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Più che nuova Alitalia potrebbe chiamarsi mini Alitalia la compagnia aerea che potrebbe uscire dal piano industriale di Ita, Italia Trasporto Aereo, rivisto rispetto a quello presentato lo scorso 18 dicembre. Una revisione resosi necessaria visto che la situazione del trasporto globale, causa pandemia, non è ancora riuscita  a migliorare.

Nell’ultima bozza del piano industriale la società intende decollare a primavera inoltrata con 45-47 aerei per arrivare a un centinaio nel 2025, meno della metà dei 103 velivoli oggi a disposizione dell’attuale Alitalia in amministrazione straordinaria. Il rischio concreto è che la compagnia di bandiera si presenti su un mercato già fortemente azzoppato come quello del trasporto aereo globale con un arsenale sfornito rispetto a quello delle concorrenti. Come scrive il CorSera:

Simile alla belga Brussels Airlines e all’irlandese Aer Lingus, un po’ più grande della finlandese Finnair, più piccola della greca Aegean. Ma anche con un decimo della flotta di Ryanair, un sesto di easyJet, un quarto di Lufthansa, un terzo di Wizz Air e la metà di Iberia.

Alitalia: le preoccupazioni dei piloti

Questa una delle preoccupazioni espresse dai piloti di Alitalia che sono scesi in piazza a Roma chiedendo un incontro con il governo per evitare che la crisi dell’azienda aerea precipiti. Con una flotta ridotta, di conseguenza, i 5.200-5.500 dipendenti inizialmente previsti dovrebbero scendere in un range tra 4.500 e poco più di 5 mila e viste le dimensioni ridotte, inoltre, si prevede che per l’avvio possano servire risorse pubbliche per circa 2 miliardi, il resto dei complessivi 3 mld serviranno a completare il piano.

“In questi 4 anni di amministrazione straordinaria – ha detto il presidente di Naca Piloti Alitalia, il comandante Franco Zorzo a Il Tempo– si doveva risanare Alitalia mettendo mano a ingiustificabili ed onerosi contratti grazie anche all’intervento e supporto pubblico, invece si è persa un’altra occasione. Sono mesi che la politica ed i partiti promettono il rilancio di Alitalia e la tutela di tutti i lavoratori mentre nei fatti ci troviamo dinanzi all’ipotesi di un nuovo vettore nazionale composto solo da una cinquantina di aerei. Quale accordo commerciale può sostenere Alitalia presentandosi con Lufthansa con soli 50  aerei, ossia un decimo di quelli che possiede la compagnia tedesca ?”