Alert Inps: sei milioni di pensionati vivono con meno di 1000 euro al mese

25 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Sei milioni i pensionati italiani con un reddito da pensione sotto i mille euro al mese (il 37,5% del totale) e tra questi oltre il 64% (3,85 milioni) è rappresentato da donne. Lo dice l’INPS  nel suo ultimo Monitoraggio sui flussi di pensionamento da cui emerge come tra le donne pensionate il 45,9% ha meno di 1.000 euro al mese.

Le persone che possono contare su oltre 5.000 euro lordi al mese sono 266.180 (l’1,7% dei pensionati) in stragrande maggioranza (80,8%) uomini. L’istituto guidato da Tito Boeri sottolinea anche come tra gennaio e settembre soprattutto a causa dell’aumento dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne e per gli assegni sociali scattato nel 2018 (da 65 anni e sette mesi a 66 anni e sette mesi) crollano le nuove pensioni, 349.621 a fronte delle 454.534 liquidate nei primi nove mesi del 2017. Il crollo si è registrato soprattutto nei nuovi assegni sociali passati da 57.758 a 13.168 (-77%).

La rilevazione è stata effettuata il 2 ottobre 2018, sottolinea l’INPS, e quindi nei prossimi mesi i dati esposti subiranno delle variazioni in relazione allo smaltimento delle domande ancora in giacenza. L’istituto poi sottolinea come mentre nel 2017  i requisiti di età per la pensione di vecchiaia e quelli di anzianità per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2016, nel 2018 invece si conclude il percorso di equiparazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne nel settore dei dipendenti privati e dei lavoratori autonomi.

Così la pensione di vecchiaia nel 2018 viene infatti erogata al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne, arrivando quindi alla completa armonizzazione dei requisiti per tutti i lavoratori dipendenti privati ed i lavoratori autonomi. Per quanto riguarda invece la pensione anticipata, per il 2018 non sono previsti cambiamenti nei requisiti per la generalità dei lavoratori, ma entra stabilmente a regime la possibilità di pensionamento anticipato con soli 41 anni di contributi, per i cosiddetti “lavoratori precoci”.