Alert Banca Mondiale: Asia orientale a rischio bolla finanziaria

19 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Attenzione ai rischi legati alla robusta ripresa dell’Asia orientale. E’ questo il monito emerso dal “East Asia and Pacific Economic Update 2010”, il consueto report redatto dalla World Bank (Banca Mondiale).

Le economie dell’Asia-Pacifico orientale hanno conosciuto una forte crescita dei prezzi degli asset dopo la crisi finanziaria mondiale, e continuano a marciare a passo spedito grazie anche a politiche monetarie domestiche accomodanti, ha affermato la Banca.

“In alcuni paesi, l’arrivo di elevati flussi di capitale, unito alla presenza di un’ampia liquidità domestica e al miglioramento del sentiment, ha dato un grande stimolo ai mercati azionari, ai prezzi degli immobili e di altri asset, incrementando così i timori relativi alla formazione di una nuova bolla”, si legge nel rapporto.

Di conseguenza, “le autorità dei paesi dell’Asia orientale devono adottare adeguate precauzioni per assicurarsi di non ripetere due volte lo stesso errore commesso dieci anni fa”, ha affermato l’organismo riferendosi al collasso dei listini e dei prezzi delle proprietà del 1997, in seguito allo scoppio della bolla finanziaria.

Parlando con i giornalisti, Vikram Nehru, responsabile economista dell’area Asia-Pacifico, ha precisato poi che i paesi asiatici dispongono di una serie di strumenti capaci di affrontare il problema del surriscaldamento dell’economia: tra questi, l’aggiustamento dela politica monetaria, il ritiro dei piani di stimoli e la regolamentazione del settore bancario, necessaria questa per prevenire casi di erogazione dei prestiti effettuati senza freni e senza valutazioni opportune.

La Banca Mondiale ha aggiunto poi che il PIL reale dovrebbe crescere nelle regioni in questione dell’8,9% nel 2010 (6,7% escludendo la Cina), si legge nel report, in linea con i tassi osservati tra il 2000 e il 2008, e quindi con i livelli pre-crisi. Tuttavia nel 2011 la crescita sarà “solo” del 7,8% (meno dell’8% precedentemente stimato) per effetto del rallenatmento delle altre principali economie mondiali.