Al Sud conviene andare in pensione piuttosto che lavorare

25 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – A Vibo Valentia in Calabria un pensionato è più ricco di chi invece lavora, a differenza di chi vive a Milano invece dove lavorare conviene più che andare in pensione.

Questa la fotografia che scatta l’Istat, relativa al 2015, in merito ai dati relativi ai redditi medi annuali su base provinciali e che mostrano un paese spaccato in due: al Nord la differenza di reddito è a favore dei lavoratori dipendenti, mentre al Sud dei pensionati. A livello nazionale, la differenza di reddito è a favore dei lavoratori, che guadagnano in media poco meno di 2mila euro l’anno in più dei pensionati.

Tornando alle due province di sopra, a Vibo i dipendenti hanno guadagnato in media 11.813 euro, contro i 14.425 incassati dai pensionati, con una differenza di oltre 2.600 euro a favore di questi ultimi. A Milano nel 2015 il reddito medio di un lavoratore dipendente ha sfiorato i 29mila euro, mentre quello dei pensionati ha superato di poco i 21mila con una differenza tra chi va in ufficio e chi no di oltre 7mila euro.

Intanto a livello nazionale, la discussione sulla riforma pensioni tiene banco. Giorni fa il ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha annunciato che si procederà al rialzo dell’importo di quelle minime tagliando le pensioni d’oro.

Una notizia che ha fatto infuriare  i dirigenti d’azienda che annunciano una pioggia di ricorsi per tutelate il loro diritto acquisito se il governo Conte dovesse procedere in questo senso. Ad Affaritaliani Giorgio Ambrogioni presidente della Cida  (Confederazione italiana dirigente ed alte professionalità afferma:

“E’ inaccettabile, bisogna fermare  questo gioco a chi la spara più grossa per andare sui  giornali. Salvini e Di Maio giocano su temi delicatissimi come  quello delle pensioni. Non si può continuare  a fare cassa prelevando in maniera indiscriminata sulle  cosiddette pensioni d’oro quando oramai, lo dicono tutti, un  ricalcolo con il contributivo è impossibile da fare in maniera  corretta perchè soprattutto nel pubblico mancano le storie  contributive. Ci troveremmo di fronte a stime, come  ha detto Boeri, dando la stura a una pletora di ricorsi. È ora di smetterla di fare cassa sui pensionati. Quelli che  percepiscono pensioni alte, il più delle volte, l’hanno pagata  questa pensione”.