‘AFFONDERETE TUTTI’. ECCO PERCHE’

19 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

«Affonderete tutti, ma io me ne andrò via prima». Affondare, andarsene. Le parole di Giulio Tremonti sono troppo pesanti per un alterco tra un ministro che chiede e uno che non vuol concedere. Mirko Tremaglia ha fatto perdere le staffe al ministro dell’economia, messo sotto pressione, descritto come isolato anche dai suoi alleati di ferro come i leghisti. Ma quell’affondare tutti suona come il vaticinio di Cassandra. Che cosa voleva dire Tremonti?

Una spiegazione di tanto nervosismo sta nel foglietto che Berlusconi ha fatto girare l’altra notte, mentre si discuteva il Dpef. Contiene il sondaggio della Nicola Piepoli e Associati e il Riformista lo ha letto.

Le «intenzioni di voto degli italiani a fine giugno 2003» mostrano una situazione grave davvero. «Totale centrosinistra: 50%. Totale centrodestra: 45%». La coalizione al governo perde 4,4 punti rispetto alle politiche del 2001 e ben 7,2 punti sul 1996. L’opposizione guadagna rispettivamente 6,6 e 6,1 punti. All’interno del centro destra il vero crollo è di Forza Italia che passa dal 29,4 del 2001 al 23%. Stabile An attorno al 12, la Lega sul 4%, guadagna l’Udc che passa dal 3,2 al 5%. Ma sono incrementi che non determinano uno spostamento consistente degli equilibri. L’unica lettura, allora, è quella del profeta Tremonti: affondare tutti.

Il ministro dell’Economia, del resto, si sente accerchiato, dopo che il subgoverno Fini-Follini ha dato mandato ai guastatori di maggioranza di rendere impossibile la vita al colbertista. Impossibile non notare, ad esempio, solo l’ultimo caso: l’intervista di ieri al Messaggero in cui Gianni Alemanno riduceva l’apporto di Tremonti al Dpef a mera burocrazia. E i continui contatti di An e Udc con via Nazionale non contribuiscono certo a rasserenare il clima.

Anche perché il giochetto del subgoverno è ormai chiaro a tutti: Finanziaria light, crisi a gennaio, presa della Rai, cacciata della Lega e di Tremonti, sostituzione del ministro dell’Economia con Antonio Fazio. E se Berlusconi non ci dovesse stare, il governatore potrebbe addirittura esser candidato a guidare un governo tecnico, ipotesi dalla quale Casini si è già tirato fuori, memore dell’esperienza Prodi-D’Alema.

Tremonti ha capito tutto già da tempo, e da uomo scaltro qual è aveva finora abilmente evitato ogni tipo di polemica. Se è sbottato proprio ieri – mettendo in dubbio «l’avvenire» della coalizione se non dovesse seguire le sue «indicazioni», soprattutto riguardo alle pensioni – una ragione c’è, eccome. Tremaglia ha quindi sollecitato un incontro a Berlusconi «per metterlo al corrente della gravità della situazione e chiedergli un intervento immediato». Chissà se si riferiva al sondaggio o a Tremonti.

Copyright © Il Riformista per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved