Guadagnare con gli affitti brevi, 5 consigli per chi vuole farne una professione

3 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

Il fenomeno degli affitti brevi ha offerto a una platea crescente di risparmiatori una fonte di reddito alternativa, aiutata in modo determinante dalle nuove tecnologie.
Chi decide di intraprendere la gestione degli immobili come una scelta professionale esclusiva, il Property Manager, dovrebbe tenere conto di alcuni accorgimenti per massimizzare i propri guadagni. Francesco Zorgno presidente di CleanBnB, società italiana la cui Ipo risale allo scorso luglio e che gestisce gli affitti brevi di oltre 700 case in 47 città, ha condiviso cinque consigli su come affrontare in modo professionale questa sfida.

  1. Competenze trasversali. Un Property Manager professionale deve saper valorizzare l’oggetto del proprio lavoro, che non è ormai semplicemente un immobile, ma un’esperienza di soggiorno a tutto tondo. Deve essere in grado di relazionarsi con gli ospiti e gestire la proprietà interfacciandosi con tutti i fornitori di servizi. Il tutto con la massima attenzione agli aspetti normativi, amministrativi e fiscali connessi all’affitto breve.
    “Oggi la sola esperienza di gestione non basta più: è importante potersi rivolgere a partner qualificati che offrano una formazione in tutti gli ambiti necessari. Oggi, in occasione di eventi come questo del V° Forum della Ricettività in Appartamento, stiamo iniziando a parlare di corsi e possibilità formative riconosciute ed erogate da soggetti istituzionali”, ha affermato il presidente di CleanBnB.
  2. Innovazione. “Tra i compiti del Property Manager c’è anche quello di informarsi sulle innovazioni a disposizione per migliorare i servizi offerti e semplificare il proprio lavoro”, ha dichiarato Zorgno.
    “Oggi è possibile adottare delle tecnologie che agevolano la gestione degli appartamenti. Dalle piattaforme software per tenere tutto sotto controllo, come tassi di occupazione e guadagni, ai sistemi automatici di gestione degli accessi agli immobili”.
  3. Rispetto delle regole. “Lavorare con trasparenza, nel rispetto della normativa, è indispensabile per operare in assoluta serenità. Ma non basta. Bisogna essere capaci di interpretare i regolamenti in modo corretto e informarsi sulle diverse normative amministrative, che cambiano nelle varie località in cui si opera”, ha aggiunto Zorgno.
    Da qui l’importanza di dialogare con le amministrazioni locali, che stanno iniziando ad aggiornarsi in materia ma spesso non hanno ancora dimestichezza con lo strumento dell’affitto breve.
  4. Garanzie degli standard. “Quando si parla di standard si tocca il cuore della missione dei Property Manager, che per lavorare bene devono sì fare in modo che l’appartamento sia molto accogliente, ma soprattutto offrire un servizio di altissima qualità.
    A fare la differenza ormai non è tanto l’immobile in sé, ma il livello di servizio associato alla gestione dell’ospite e della proprietà”.
  5. Reputazione. Secondo il presidente di CleanBnB “la reputazione di chi gestisce un appartamento in affitto breve rappresenta il valore massimo per un gestore” in quanto è essenziale per conquistare la fiducia di nuovi proprietari di immobili e, al tempo stesso, attrarre ospiti sempre più esigenti”.
    “La reputazione di chi si occupa della proprietà”, ha concluso Zorgno, “è elemento essenziale per mantenere elevati tassi di occupazione, e redditività superiori alla media”.