Acquista società blockchain e balza +1000%. CEO: “Non ce lo meritiamo”

19 Dicembre 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Una capitalizzazione di mercato non giustificata: così Venkat Meenavalli, CEO e presidente di Longfin alla Cnbc parlando delle azioni della sua società che sono aumentate di oltre il mille per cento su un valore di mercato superiore a $ 3 miliardi di dollari e questo dopo aver annunciato l’acquisto di  Ziddu.com, una società focalizzata sulla tecnologia blockchain alla base del Bitcoin.

Un caso da manuale simbolo della mania che negli ultimi tempi sta prendendo piede per quanto riguarda la criptovalute. Le azioni della società di tecnologia finanziaria poco conosciuta Longfin sono aumentate dell’1,442% in due giorni per un valore di mercato di $ 3,1 miliardi dopo l’acquisto di una società di criptovaluta senza entrate.

“Siamo una società redditizia ... Non abbiamo nulla a che fare con questa euforica mania (..) l’attuale valore di mercato raggiunto dall’azienda “non è una realtà”.

Quando gli è stato chiesto se stesse cercando di sfruttare il clamore intorno al Bitcoin e alla blockchain, Meenavalli ha detto: “No, per niente”. Parole quello del CEO della Longfin che hanno provocato una perdita delle azioni del 18%. La Longfin ha accettato di acquistare Ziddu da una società privata di Singapore chiamata Meridian Enterprises in cambio di 2,5 milioni di azioni della società. Un acquisto che ha aggiunto  confusione e volatilità per gli investitori.

Meenavalli ha confermato alla CNBC che la sua Longfin sta crescendo ad un tasso del 200% e ha guadagnato $ 28 milioni negli ultimi sei mesi, ma ha anche precisato che Ziddu “non ha entrate in questo momento” ed è ancora in una fase di test, ma si aspetta che la filiale faccia $ 3 milioni l’anno prossimo. Il caso della Longfin è solo uno di una serie di piccole e poco note aziende che dopo aver annunciato cambiamenti di nome o altri nuovi legami con la tecnologia blockchain, hanno visto aumentare le loro azioni. Uno schema che ricorda la bolla delle Dot-com della fine degli anni ’90.