Ue trema, cresce sostegno a Brexit: chiodo più a fondo nella sua bara

5 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Lo scenario Brexit  sarà un incubo per l’ Unione europea, ma in patria, ovvero nel Regno Unito, sta diventando sempre più popolare.

Soprattutto da quando il premier David Cameron ha reso pubblica la bozza d’accordo con l’Ue.

L’ultimo sondaggio stilato da YouGov, che è stato commissionato dal Times, mette in evidenza che il 45% guarda con favore all’ipotesi di uscita del Regno Unito dall’Ue, mentre il 36% è contrario. A essere interpellato, un campione di 1.675 persone, tra il 3 e il 4 febbraio.

I punti rappresentati nel grafico sono spiegati in questo modo:

  1. In un referendum sull’adesione del Regno Unito all’Ue, come voterebbe? (Rimanere/Lasciare)
  2. Il Regno Unito dovrebbe rimanere membro dell’Unione europea? (Sì/No)
  3. Il Regno Unito dovrebbe rimanere membro dell’Ue o lasciare l’Ue? (Rimanere/Lasciare)

La crescente popolarità dello scenario Brexit è collegata in modo particolare ad alcuni punti della bozza di accordo, che riguardano l’immigrazione.

  1. la presenza di un “freno di emergenza”, che consentirà di bloccare la concessione di benefici sul lavoro agli immigrati per quattro anni.
  2. L’altro punto è il permesso che viene accordato al Regno Unito di emettere “un cartellino rosso”, ovvero di lavorare con altri Parlamenti per bloccare le leggi Ue. In particolare, se 15 paesi dell’Ue decidono di accordarsi, potranno bloccare una determinata normativa europea.

In realtà, afferma YouGov, il problema non è nel contenuto, ma nel fatto che l’accordo, secondo diversi potenziali elettori, non sia sufficiente. Solo il 22% degli interpellati ha definito la bozza “un buon accordo”, mentre il 56% ritiene che i cambiamenti non siano incisivi.

 

Il grafico mostra alcuni cambiamenti che sono contenuti nella bocca dell’accordo tra il Regno Unito e l’Unione europea.

Support indica i voti a favore. Oppose i voti contrari.

Vengono elencate alcune proposte contenute nella bozza.

  1. L’impegno a ridurre i cartellini rossi dell’Ue.
  2. Regole che proteggano il Regno Unito e i paesi dell’Ue che non utilizzino l’euro contro norme che sono intese in modo specifico per l’Eurozona.
  3. Una riduzione dell’ammontare di benefit per i figli che i lavoratori Ue del Regno Unito con figli all’estero possono ricevere se provengono da un paese più povero.
  4. Un “freno di emergenza” sui benefit che riduca l’ammontare di benefit su lavoro percepiti dai migranti Ue per un massimo di 4 anni, nel caso in cui l’immigrazione sia troppo elevata.
  5. Un cartellino rosso che consenta che le proposte dell’Ue vengano bloccate nel caso in cui la maggior parte dei Parlamenti dei paesi membri Ue voti contro di esse.
  6. Una chiara dichiarazione secondo cui l’obiettivo dell’Unione europea di “rendere ancora più stretta l’Unione” non venga applicato al Regno Unito.

Intanto Bruxelles trema: una eventuale concretizzazione dell’allarme Brexit sarebbe di fatto un chiodo nella bara dell’Ue.