Accordo per pranzo completo a 20 euro per i “poveri senatori”

11 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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. È la “dura” vita dei senatori. Avranno pure l’indennità più alta d’Europa, ma è “crisi” anche per loro. Ora che i prezzi al ristorante di Palazzo Madama sono quasi triplicati, hanno lanciato la caccia al risparmio a tavola. E hanno vinto la sfida. Tre antipasti caldi e un primo a base di pesce, vino, acqua e caffè: tutto a 20 euro. 2012, fuga dal Senato.

La convenzione è stata stipulata con un ristorante a due passi da Piazza del Collegio romano. Si chiama “Sapore di Mare”, almeno altri tre offrono sconti in zona. Ma la singolare gara “bandita” dal senatore Valerio Carrara per conto dei colleghi, se l’è aggiudicata il locale in via del Piè di marmo. Gli onorevoli esibiscono tesserino, et voilà, il pranzo a base di pesce a prezzo stracciato è garantito.

E presto, busseranno agli stessi locali anche i loro colleghi della Camera, dato che da ieri, alla ripresa dei lavori, i deputati si sono imbattuti negli aumenti nel loro ristorante: pranzo completo che tocca anche i 30 euro.

La mail è stata inviata dal senatore Carrara (eletto col Pdl ora nel gruppo di Coesione nazionale) alla casella di posta elettronica dei colleghi. “Cari, sperando di fare cosa gradita, mi sono permesso di richiedere ad alcuni ristoranti vicino al Senato delle convenzioni da tenere in considerazione in alternativa al nostro ristorante. Questa di seguito è molto interessante”.

E via col menù del locale prescelto. “Tre antipasti tra questi sotto elencati: involtino di melanzana con gamberi radicchio e basilico, pesce spada panato grigliato, dentice gratinato, bruschetta seppe e cicoria o bruschette verza e mazzancolle o bruschette con calamaretti, soutè di cozze”. Per proseguire: “Tre primi di questi elencati: risotto alla crema di scampi, orecchiette con ricciola pachino olive e basilico, paccheri allo scorfano, bambolotti alla pescatora, pennette pomodorino pachino gamberi pecorino e basilico”. E infine: “Vino, acqua, caffè”. Tutto, come precisa Carrara nell’oggetto della mail, “a 20 euro”.

Il senatore bergamasco con un passato dipietrista, è uomo spiccio, con trascorsi da dirigente d’azienda. Spiega: “I soldi non li deve buttare via nessuno. Qui a Roma abbiamo già certe spese. E pagare 50 euro per pranzare al Senato fa un certo effetto anche quando l’indennità è alta. Abbiamo sondato una serie di ristoranti in zona che possano garantirci soprattutto un pranzo veloce. E certo anche economico, che non fa male”. Elena, seduta alla cassa del “Sapore di Mare”, conferma: “Sì, da qualche settimana abbiamo avuto un incremento dei clienti a pranzo, i senatori prendono i nostri cinque antipasti caldi e il primo di pesce, col caffè, acqua e vino e pagano solo 20 euro. È una promozione. In questi giorni c’è stato un calo, speriamo sia stato solo perché erano via per le feste”. Francesco Pardi, Idv, racconta di altri arrangiatisi diversamente. “A me l’offerta della mail non interessa. Torno a pranzo a casa. Ma so di colleghi che per fuggire al caro prezzi del Senato vanno a mangiare al ristorante della Camera. Ma la protesta, dopo il primo pranzo post vacanze ad alto costo, ieri è scattata anche a Montecitorio. “Non sapevo degli aumenti e ho pure offerto ai colleghi, ignaro. Spendevo meno fuori” dice Amedeo Laboccetta (Pdl). E il democratico Gero Grassi: “Non vado più, è diventato un salasso, risotto alla pescatora, salmone con quattro patate lesse accanto, 20 euro”.
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