Wall Street: finita l’euforia, tornano le vendite

18 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI)  –  Si interrompe la striscia positiva a Wall Street. Dopo tre sedute di fila in rialzo (la prima volta nel 2016), le contrattazioni odierne della Borsa americana sono state archiviate col segno meno.

Nel finale, il Dow perde lo 0,25% (16.413 punti), lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,46% (1.918 punti). Peggio il Nasdaq in flessione dell’1,02% a 4.488 punti.

Riflettori puntati sulle mosse future della Federal Reserve in materia di tassi. Nei verbali diffusi ieri della riunione di fine gennaio, la Fed ha riconosciuto un aumento delle incertezze sull’outlook per l’economia e l’inflazione Usa. L’approccio sui tassi resta legato all’andamento dell’economia locale.

Sul fronte macro, scendono ai minimi dello scorso novembre delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione (-7mila a 262.000 contro attese per 275.000).

L’indice della Fed di Filadelfia, che misura l’attivita’ manifatturiera nella regione, e’ migliorato a febbraio rispetto a gennaio ma e’ rimasto negativo (-2,8) per il sesto mese di fila seppur sopra le stime.

Per la seconda seduta di fila, il petrolio ha chiuso in positivo le contrattazioni al Nymex ma il guadagno odierno e’ frazionale. Il contratto a marzo ha aggiunto 11 centesimi, lo 0,35%, a quota 30,77 dollari. La materia prima e’ riuscita a chiudere sopra la parita’ dopo avere virato in negativo sulla scia di commenti arrivati dall’Arabia Saudita che hanno spento le speranze per un taglio della produzione in futuro.

“Se i produttori vogliono limitare o accordarsi su un congelamento in termini di produzione addizionale, quello potrebbe avere un impatto sul mercato ma l’Arabia Saudita non e’ pronta a tagliare la produzione”, ha dichiarato all’Afp il ministro saudita degli Esteri Adel Al Jubeir. Due giorni fa Riad aveva raggiunto un accordo di principio con Venezuela, Qatar e Russia per congelare la produzione di greggio ai livelli di gennaio.

La mossa e’ stata ben accolta da Iran e Iraq, che pero’ si sono guardati bene da fare promesse. Anche il dato sulle scorte petrolifere Usa ha pesato: sono cresciute di 2,147 milioni di barili, comunque meno dei 3,1 milioni attesi dagli analisti.

Moody’s fa sapere che i rischi alla crescita globale sono aumentati, cosa che riflette quanto emerso ieri dai verbali della riunione di fine gennaio della Federal Reserve: secondo l’agenzia di rating, le banche centrali nel mondo hanno poche ammunizioni a disposizione dopo avere esaurito il loro arsenale per mitigare le minacce.

Intanto James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, ha detto che sarebbe “imprudente” continuare ad alzare i tassi visto il calo delle aspettative sull’inflazione e la recente volatilita’ sui mercato. Per Bullard, notoriamente un falco, si tratta di una virata verso posizioni piu’ “dovish”.

Sul fronte societario, oggi Wal Mart ha alzato il velo sui conti del quarto trimestre del suo anno fiscale 2016, periodo durante il quale il gruppo delle grande distribuzione ha visto calare del 7,9% l’utile, comunque piu’ alto delle stime, mentre le vendite si sono attestate al di sotto delle previsioni. Il colosso della grande distribuzione ha alzato i dividendi annuali per l’anno fiscale 2017 del 2% a 2 dollari per azione, dai precedenti 1,96 dollari.

La cedola sara’ versata in quattro trance trimestrali da 50 centesimi ognuna. Nel quarto trimestre, Wal-Mart ha riportato profitti netti consolidati per 4,57 miliardi di dollari, 1,43 dollari per azione, in calo dai 4,97 miliardi, 1,53 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. L’utile operativo e’ calato da 7,9 a 6,6 miliardi, con quello per azione adjusted sceso a 1,49 dollari.