A Wall Street si rifanno vivi i tori

18 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura di seduta positiva per i listini azionari americani, che si sono portati a distanza ravvicinata dai massimi di aprile. A spingere il mercato in rialzo sono stati gli utili migliori del previsto di Citigroup, che hanno aiutato uno dei settori piu’ presi di mira dai ribassisti negli ultimi tempi a recuperare parte del terreno perduto.

A meno di 70 punti dai picchi del 2010, il Dow Jones ha guadagnato 84 punti (+0.76%) in area 11147, con il prezzo di 23 delle 30 blue chip componenti l’indice che sono aumentati. Non e’ un caso che in vetta al paniere ci sia proprio un istituto finanziario, J.P. Morgan Chase. Con un +0.7% a 1143 punti l’S&P e’ a soli 30 punti di distanza dai massimi del 2010 raggiunti a fine aprile. Tra i settori bene le banche e i tecnologici, male i beni al consumo discrezionale. Su dello 0.46% il Nasdaq a quota 2480.

Contrastanti i dati macro: la produzione industriale ha accusato una battuta d’arresto dopo 14 mesi in rialzo, mentre la fiducia dei costruttori e’ salita piu’ del previsto, alimentando le speranze riguardanti una ripresa del settore immobiliare.

Sul fronte societario, le due big che riporteranno i conti a mercati chiusi sono IBM e Apple. La banca Citigroup ha chiuso il trimestre con un utile di $0.07 per azione, di 1 centesimo meglio del previsto. Il fatturato ha in parte deluso: cresciuto del 5.7% anno su anno a quota $20.74 miliardi conto i 21.15 miliardi del consensus. I profitti netti sono in calo a $529 milioni, ovvero del 20%, rispetto al trimestre precedente. I ricavi sono stati trascinati principalmente dalle divisioni Local Consumer Lending e Securities and Banking. I titoli avanzano del 2% circa.

La societa’ di Cupertino dovrebbe essere riuscita a raddoppiare, come minimo, il suo utile netto rispetto al trimestre scorso. I profitti dovrebbero attestarsi a $4.09 per titolo, spinti dalla domanda di iPhone e iPad. L’EPS di Big Blue e’ visto a $2.76 per azione.

Anche se il punto cruciale restano le trimestrali, i riflettori sono puntati anche su qualche operazione di M&A: Northeast Utilities e NSTAR hanno raggiunto un accordo di fusione da $17.5 miliardi. Attivita’ anche nel settore medico, con AGA Medical che verra’ comprata da STJ per $20.80 per titolo in contanti e azioni. L’operazione rappresenta un premio del 41% rispetto alla chiusura di venerdi’ e giunge circa un anno dopo l’approdo in borsa di AGAM.

Nella prima parte di seduta a dettare i tempi e’ stato l’andamento del biglietto verde. I listini sono stati favoriti dal graduale indebolimento della divisa. Il dollaro era positivo sulle speculazioni circa l’approccio graduale che la Federal Reserve si prevede tenga nel varare misure di allentamento monetario per un eventuale rilancio economico, il che ha compromesso un po’ la domanda per gli asset ad alto rendimento.

Il presidente della Fed di Dallas Fisher intanto ha precisato che la banca centrale non puo’ da sola rilanciare l’economia e che ha bisogno che anche le politiche fiscali vadano in questa direzione.

Gli investitori sono in ansia per una nuova sfilza di conti societari, con centinaia di societa’ che riporteranno i numeri fiscali in settimana. Sono in alcuni rari casi le aziende di Wall Street hanno deluso le aspettative fino a questo momento. Ma la voglia del mercato di estendere il rally per effetto dei profitti migliori del previsto si sta man mano affievolendo.

Nel frattempo, spiegano gli analisti di borsa, le prospettive di una nuova serie di misure di allentamento monetario, alla radice del buon andamento dei mercati azionari nelle ultime sedute, viene sempre piu’ vista come una cura antidolorofica temporanea, piuttosto che un metodo di guarigione dei problemi dell’economia.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna novembre reagiscono e segnano un +2.3% a quota $83.11 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro registra un lieve progresso a $1372.10 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.1% a quota $1.3988. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale registra un ribasso di 8.5 punti base attestandosi al 2.4910%.